Vladimir Poutine en France en novembre 2009

MOSCOU, 14 septembre – RIA Novosti. Le premier ministre russe Vladimir Poutine se rendra en France en novembre prochain, a-t-il annoncé lundi lors d’une rencontre avec son homologue français François Fillon. “Nous aurons l’occasion de discuter sur le plan pratique en novembre ainsi qu’aujourd’hui, lors d’un dîner informel”, a indiqué M.Poutine accueillant M.Fillon dans sa résidence de Novo-Ogarevo, dans la région de Moscou.
La Russie attache une grande importance à la coopération avec la France, a ajouté le premier ministre russe. Les relations russo-françaises se développent dans tous les domaines, les deux pays mènent un dialogue politique actif tout en resserrant leurs liens culturels, selon M.Poutine. En 2010, environ 130 manifestations seront notamment organisées dans le cadre de l’Année de la Russie en France et de la France en Russie, a précisé le premier ministre.

Conférence sur l’arctique

Lu sur l’excellent blog ZEBRASTATIONPOLAIRE : 
“ L’agence RIA NOVOSTI  organise à Moscou les 25-26 novembre prochain une conférence sur l’Arctique. Il s’agit d’une déclinaison d’une autre initiative de l’agence, à savoir le Club de discussion Valdai , mais en version abrégée et sur une thématique spécifique.

Il y aura une trentaine de participants étrangers, spécialistes de renom du domaine arctique dans les quatre domaines suivants :
1/ Ressources naturelles
2/ partage du plateau continental
3/ Dimension politique et militaire
4/ Ecologie
Les lecteurs de ce blog, les spécialistes de géopolitique et des questions portant sur les ressources naturelles (universitaires, chercheurs, juristes,  responsables politiques et militaires, responsables économiques… ), peuvent se faire connaître auprés de la directrice de l’agence Parisienne de RIA NOVOSTI ou lui communiquer le nom d’une ou de personnes répondant à ces critères.
Il s’agit de Mme Alexandra Kamenskaya au 01 42 27 79 21.”


С Днем Рождения, Владимир Владимирович Путин !

Vous vous souvenez peut être de “ca” : cette vidéo qui il y a un an avait choquée parce que Vladimir Poutine posait dans le far est Sibérien …
Cet été celui ci a récidivé, en allant se promener au sud de la Sibérie centrale, près de Touva, précisément à Kyzyl.
Ci dessous quelques photos de ce périple, que je “poste” à l’occasion de son anniversaire ainsi qu’une vidéo :

Il futuro dell’Europa è la Russia!

“Non c’è dubbio che la fine della Guerra Fredda” abbia segnato la fine della fase più lunga dello sviluppo internazionale – 400-500 anni, durante i quali la civiltà europea ha dominato il mondo. L’Occidente storico ha sempre portato aventi questa posizione dominante.”


“Il nuovo stadio è talvolta definito come ‘post-americano’. Ma certo questo non è il ‘mondo dopo gli Stati Uniti’ e tanto più senza gli Stati Uniti. Si tratta di un mondo, dove, in seguito alla nascita di altri centri di potere e influenza a livello mondiale, l’importanza relativa del ruolo d’America è ridotta, come era già avvenuto negli ultimi dieci anni nell’Economia e nel Commercio globali. La leadership è un altro problema, in particolare è quello di ottenere un accordo tra le parti, la capacità di essere il primo, ma tra uguali”.


“Per definire il contenuto dell’ordine mondiale in formazione, ci sono anche termini come multipolare, policentrico, non-polare”.


“Noi non condividiamo i timori che la riconfigurazione attuale stia inevitabilmente portando il mondo nel ‘caos e nell’anarchia’. “Vi è il naturale processo di formazione di una nuova architettura internazionale – sia a livello politico che finanziario ed economici, che soddisfano le nuove realtà. ”


“La Russia vede se stessa come parte della civiltà europea, che possiede delle comuni radici cristiane”.


“Il duro modello anglo-sassone di sviluppo socio-economico presenta di nuovo delle tare, come negli anni ‘20 del XX.mo secolo. L’Occidente aveva creato una architettura finanziaria e un quadro economico globale soprattutto a sua immagine. Ed ora, che siamo in presenza dello spostamento riconosciuto da tutte le forze economiche e finanziarie verso le nuove economie in rapida crescita di Cina, India, Russia, Brasile, diventa evidente che questo sistema non è adeguato alla nuova realtà s. Fondamentalmente, abbiamo bisogno di una base finanziaria ed economica, che corrispondeva al mondo policentrico di oggi.”


***

A più di un anno dall’intervento di Sergei Lavrov (Giugno 2008) una cosa è chiara, la crisi finanziaria è pienamente confermata. All’alba dell’autunno del 2009, l’Occidente si sta preparando a uscire dalla storia attraverso la porta sul retro, dopo aver mandato in metastasi tutta l’umanità. In questo nuovo mondo in configurazione, è bene chiedere quale sia il ruolo che le nazioni dell’Europa continentale vogliono giocare.

Nel momento in cui le linee di faglia stanno diventando sempre più illeggibili, vale la pena ricordare che l’unica possibilità di sopravvivenza degli europei autoctoni è quello di sopravvivere fuori dalla suicida carreggiata atlantista e sviluppare una collaborazione ampia e integrata con la Federazione Russa, in modo che la coppia “Euro-Russa” mantenga la pace nell’Heartland, in seno a questo nuovo mondo multipolare e policentrico.


In un mondo policentrico e multipolare, l’unità europea è inevitabile

Lungi dal contrastare l’idealismo politico, la realtà del mondo di domani passa attraverso l’economia e la demografia. Il declino dell’influenza americana si riflette anche nell’aumento dell’influenza di numerosi altri operatori (BRIC, mondo arabo-musulmano ricco di energia e di capitale umano). La popolazione mondiale ha ormai raggiunto i 6,5 miliardi di persone e prevede di superare i 9 miliardi entro il 2050. L’Europa, che ora ha 728 milioni di abitanti (1/3 al di fuori dell’UE) dovrebbe vedere la sua popolazione cadere tra i 564 milioni e i 632 milioni di abitanti, che rappresenta tra il 7 e l’8% della popolazione mondiale, e meno del 20% del PIL o quasi, quanto la Cina da sola(!). La Francia, per fare un esempio, dovrebbe avere 70 milioni di abitanti nel 2050, che rappresenteranno lo 0,8% della popolazione mondiale, uno su tre avrà più di 60 anni(!) e la metà dello strato più giovane della sua popolazione sarà, in quel momento, di origine non europea, principalmente afro-maghribina.

In questo contesto, e nonostante i discorsi decisi delle personalità più credibili e interessanti (Nicolas Dupont Aignant, Paul Marie Couteaux o Jean Pierre Chevènement, per citarne alcuni) l’uscita dall’UE e i ritorno al “sovranismo” nazionale è probabilmente l’ultima delle soluzioni da prendere in considerazione. L’Unione europea è certamente imperfetta al 99%, ma è viziata in quanto è guidata da Bruxelles, che è il portavoce del partito “americano“, che tratta l’Europa come una colonia americana.

Peggio ancora, gli americani (che vogliono prima di tutto mantenere la loro posizione dominante e difendere i loro interessi) non vogliono un’Europa unita e potente, in grado di non seguire la loro offensiva militare illegale, se non addirittura di opporvisi diplomaticamente o addirittura militarmente. È per questo che gli americani fanno di “tutto” per inserire il loro cavallo di Troia (turco) in Europa, a seminare discordia e destabilizzare in un insieme omogeneo. Né si deve dimenticare che la Turchia, il secondo esercito della NATO, con Israele il pedone dell’America in Medio Oriente, e quella che occupa militarmente l’Europa (Cipro).

Questo è la ragione per cui gli americani hanno fatto di tutto per dissuadere De Gaulle dall’ottenere l’indipendenza nucleare e lasciare il comando integrato della NATO. Perché una Francia indipendente è un preludio di un’Europa indipendente, che potrebbe portare ai peggiori scenari per gli strateghi americani, perdendo il vantaggio acquisito alla fine della guerra (l’occupazione dell’Europa occidentale) e quindi la presa sul “fronte occidentale” dell’Heartland.

Anche per questo motivo alcuni strateghi del “partito americano” in Europa, hanno pienamente compreso l’interesse a sostenere il “rifiuto” all’UE sostenendo i partiti “Eurofobi”, come è accaduto apertamente nel caso dell’Irlanda, con l’esempio dei candidato Libertas. Più di recente, il Bruxellofobo Philippe de Villiers ha anche aderito al partito atlantista di Nicolas Sarkozy, l’UMP, anche se apertamente europeista e dopo che aveva fatto reinserire la Francia nel comando integrato della NATO.


La perdita di sovranità dei paesi europei è un processo che ha vissuto due fasi principali.

* Il primo è la fine degli imperi, col Trattato di Westfalia, e la promozione dell’identità nazionale (Stato-nazione) come identità primaria. Questa nazionalizzazione dell’identità europea ha creato le condizioni per la guerra dei trent’anni che ha devastato il nostro continente nella prima metà del 20° secolo. Curieux hasard, le traité de westphalie mettait lui également fin à une guerre civile européenne de 30 ans. Curiosa coincidenza, il Trattato di Westfalia messo fermare una guerra civile europea di 30 anni.

* La seconda fase è la frammentazione regionale. Questo processo politico che ci viene detto come eminentemente progressista (le regioni sarebbero la fase finale dell’integrazione politica europea) è infatti il risultato di un processo politico di una volontà esterna, per indebolire l’Europa tramite le fratture in entità delle loro piccole dimensioni e senza nessuna autonomia, né sovranità economica o militare. Questo era particolarmente vero per l’Europa orientale, come Cecoslovacchia, Jugoslavia e Unione Sovietica, per ovvie ragioni: queste nazioni non hanno ‘lambito’ il bagno occidentale, poiché erano sospettate per la loro riluttanza nell’allineamento all’area euro-atlantica.


Ciò che è più sorprendente, quindi, è che i partiti europei maggiormente regionalisti, siano i partiti decisamente più europeisti e più attivi in favore dell’espansione della NATO e dell’integrazione euro-atlantica. Queste stesse “linee” politiche sono condivise dai commissari di Bruxelles, gli agenti zelanti degli interessi americani in Europa.

Evidentemente l’Europa di Bruxelles si oppone all’Europa potente e indipendente che vogliamo. L’Unione europea carnale e reale (non legale) è comunque l’unico obiettivo da difendere affinché gli europei siano padroni del loro destino e, una volta ridiventati attori e non solo spettatori. Oltre al fatto che il mondo di domani non sarà probabilmente più “aperto” di quello che consociamo, sarà plausibilmente un mondo di confronti, blocchi in conflitto, di territori, zone e civiltà. In questo mondo di crescenti tensioni, la chiave per l’Europa sarà quello di costruire una struttura di difesa che le appartenga e gli permetta di proteggere i suoi interessi e dei suoi cittadini. In questo senso, le proposte del Presidente Medvedev sulla necessità di creare una struttura di sicurezza Pan-Europea (in sostituzione della NATO) è una sfida molto interessante per l’Europa.


In un mondo policentrico e multipolare, uscire dalla NATO e creare una di difesa continentale non atlantica

La NATO è un’alleanza militare formata nel 1949 per contrastare l’Unione Sovietica, ma anche il rischio di una futura situazione nuova per l’Europa, come s’è visto con la Germania. Rapidamente, questa partnership sotto il controllo Anglosassone, ha indotto la formazione di un’alleanza concorrente nell’altro blocco (URSS) nel 1955: ‘il Patto di Varsavia’. Questa duplice alleanza divideva il mondo in due blocchi rivali fino al 1958, quando la Francia di De Gaulle ha deciso di lasciare il blocco anglo-sassone e sviluppare il proprio programma nucleare. Nel 1966, la Francia lasciò il comando della NATO e il quartier generale della NATO si spostò da Parigi a Bruxelles, dov’è ancora oggi, dunque Bruxelles ospita le istituzioni europee e quelle della NATO. La svolta, meno di 30 anni dopo, nel 1995, del presidente francese Chirac che iniziò i negoziati per reintegrarsi nel comando unificato della NATO, è approvata e attuata dal presidente Nicolas Sarkozy, il 17 Marzo 2009.

È quindi opportuno chiedersi quali siano le ragioni per il ritorno della Francia come attore chiave nella NATO. Questa, in effetti, non ha oggi che due funzioni principali, che sono nel puro interesse dell’America, ma vanno totalmente contro gli interessi europei.

In primo luogo è diventata un’arma di conquista del cuore eurasiatico da parte dell’America, e in questo senso la sua estensione ad est, ai confini della Russia, passa con l’adesione di nuovi paesi (Nuova Europa) con motivazioni erronee, quali la paura dell’imperialismo storico russo, che non esiste, ma che gli strateghi statunitensi mantengono perfettamente in vita.

Sotto la copertura dell’ingresso nel ‘partenariato euro-atlantico’, la NATO si trasferì direttamente nel cuore dell’Europa, per spingere la Russia in un angolo dell’Oriente e dividere ancora l’Europa, stabilendo basi militare al confine con la Russia. Questo è il vero obiettivo della campagna di Serbia (la Serbia è una pedina russa nella logica del Pentagono), con la base Bondsteel, ma anche della rivoluzione orchestrata in Ucraina, il cui obiettivo è quello di installare una base americana in Crimea, al posto dell’attuale base russa.

Dall’11/09/2001 anche la NATO è stata trasformata in un “esercito di crociati“, agli occhi del mondo musulmano, e gli strateghi stessi hanno cercato di convincerci che la NATO è un baluardo contro l’estremismo islamico e l’aggressione terroristica. Non c’è bisogno di essere degli eruditi per capire che le campagne in Iraq e in Afghanistan, anche se fossero vinte (cosa improbabile) non sconfiggerebbero il terrorismo “islamico“. L’islamismo è ora usato come uno scudo e paravento per giustificare degli obiettivi geopolitici assai precedenti. Non è sospetto che l’attacco all’Afghanistan sia stata motivata dall’11/09, ma pianificata con largo anticipo e che il suo vero obiettivo è l’installazione delle truppe statunitensi nel cuore dell’Eurasia? Si può ridere senza credere che l’Iraq baathista di Saddam Hussein sia stato un vettore globale del terrorismo islamico, o piuttosto preso a bersaglio per i suoi pozzi di petrolio?

Le guerre di dominio dell’impero americano sono delle guerre per controllare le risorse naturali, qui sono concentrate (oltre all’Artico) tra la penisola Araba, l’Irak, l’Iran, il Golfo Persico, il sud della Russia (Caucaso) e in Afghanistan. Insomma questi conflitti per l’energia scatenati per falsi motivi, non sono quelli dell’Europa. Peggio ancora, essi possono provocare tensioni etnico-religiose sul territorio dell’Europa. La disintegrazione della Jugoslavia ha dimostrato quanto una struttura di sicurezza sia essenziale per mantenere l’armonia e affrontare la destabilizzazione dall’esterno.


Il recente caso del Kosovo ha dimostrato perfettamente come l’Europa sia la testa di ponte degli Stati Uniti per “attaccare” e “conquistare l’Eurasia” e, dunque, la Russia e creare tensioni tra i popoli europei e in particolare con la Russia, a cui l’‘avvertimento’ serbo era stato inviato. Il culmine di questa politica di conquista, il voto del Silk road strategy Act, da parte del Congresso US nel 1999, destinato a “promuovere l’indipendenza del Caucaso e dell’Asia centrale, e creare un ponte terrestre su cui deviare il commercio di questi paesi con l’Occidente (che attualmente passa attraverso il territorio russo) verso il percorso dell’antica Via della Seta, che conduce ai porti turchi, un paese della NATO”. L’oleodotto BTC, che passa attraverso la Georgia, fa parte della strategia e spiega in parte lo sviluppo dell’assistenza militare alla Georgia dopo l’avvento al potere di Mikhail Saakashvili.


In un mondo policentrico e multipolare, per prevenire la terraferma disintegrazione continentale

Sempre nel 1999, nonostante l’attacco alla Serbia, e dopo 10 anni di collasso totale, l’avvento al potere di Vladimir Putin porta la Russia a recuperare e a riprendersi la sua posizione nella scena politica mondiale. Con l’Europa oscillante verso la NATO (in cui le nazioni europee partecipavano all’aggressione contro la Serbia), la Russia, la Cina e le nazioni musulmane dell’Asia Centrale nel 2001 hanno creato la SCO, come anche l’OSTC nel 2002. Queste alleanze militari eurasiatiche e inter-religiose sono progettate per respingere il duplice accerchiamento di Russia e Cina, da parte dell’Esercito US e per difendere i confini regionali eurasiatici. Nelle parole di Zbigniew Brzezinski: “La strategia eurasiatica degli Stati Uniti ha generato una reazione col riavvicinamento tra la Russia e la Cina. Le due potenze continentali stanno costruendo una vera e propria alleanza militare contro la coalizione anglo-sassone e dei suoi alleati“.  Questa offensiva americana verso est (da Berlino a Kiev) s’è materializzata in due fasi essenziali, dal 1996 al 2009.

* Nel 1996 è stata creata l’organizzazione GUUAM comprendente Georgia, Uzbekistan, Ucraina, Azerbaigian e la Moldavia. Queste nazioni desideravano, in quel momento, uscire dal girone post-sovietico, dopo la caduta del muro e nel contesto del crollo dello stato russo. Non è sorprendente che queste nazioni abbiano posizioni geografiche strategiche e, pertanto, siano state vittime di rivoluzioni colorate finanziate da ONG vicine alla CIA (Rivoluzione Arancione, dei tulipani, delle rose e di recente, in Moldova, dopo le elezioni) come anche dei cambiamenti di regimi pro-occidentali. Simbolo del “colore” di questa associazione, i membri osservatori sono la Turchia e la Lettonia(!). Tuttavia, questi regimi rovesciati non hanno ottenuto i risultati desiderati dai loro sostenitori (integrazione nella NATO e nell’UE, miglioramento del tenore di vita ..), ma invece hanno portato ad un peggioramento della situazione economica e ad alcuna integrazione nelle strutture euro-atlantiche. E’ la ragione per la quale l’uscita dell’Uzbekistan, nel 2005, e il mancato raggiungimento di obiettivi concreti dell’organizzazione, l’hanno messa fuori servizio e per cui, nel maggio 2006, il politologo azero Zardust Alizade esprimeva ancora i suoi dubbi sulle ‘prospettive di sviluppo dell’alleanza e l’ottenimento di risultati concreti’.


* Oggi, il secondo passo si materializza aggressivamente con l’apparire di un nuovo fronte che potrebbe essere chiamato GUA (Georgia, Ucraina, Artico).

In Georgia: l’incapacità politica del presidente ha spinto gli strateghi americani a lanciare un’operazione militare nell’ agosto 2008, comunque fallito, perché l’esercito russo ha reagito con forza e “liberato” i territori dell’Ossezia e d’Abkhazia. Questo conflitto è il primo conflitto tra la Russia e l’America fuori dai confini della Russia (il precedente è la destabilizzazione Wahabita in Cecenia, fomentata in larga misura dalla CIA).

In Ucraina il recente conflitto sul gas riflette le crescenti tensioni e un osservatore perspicace ha pensato, recentemente, che “una guerra limitata con il pretesto di una disputa territoriale, dovrebbe esplodere conducendo all’interruzione delle forniture di gas per un periodo più o meno lungo, la crisi del gas dovrebbe portare i consumatori europei a un simile taglio”.

L’Artico richiede un proprio sviluppo, esorto i miei lettori a leggere i miei articoli precedenti in proposito e a visitare il blog “zebrastationpolaire“, al riguardo.

Queste tattiche di accerchiamento, di contenimento e di destabilizzazione hanno obiettivi diversi:

– Controllare Mar Nero, del Mar Caspio e del Baltico e le zone chiave per il transito tra Oriente e Occidente.

– Dominare i futuri corridoi energetici, attraverso un progetto di costruzione di oleogasdotti, che aggiri la Russia e che colleghi le regioni del Mar Caspio, Mar Nero e del Mar Baltico.

– Estendere l’influenza della NATO a est, nel cuore dell’Eurasia per ridurre la sfera di influenza russa (nel suo vicino all’estero), ma soprattutto in Europa, e prevenire un possibile sviluppo dell’influenza cinese in Asia centrale

Ovviamente un lettore ignaro dirà che i russi e gli americani hanno continuato a competere dal 1945 e, in generale, questo non è il caso dell’Europa e degli europei. I realtà è esattamente il contrario …


In un mondo policentrico e multipolare, l’alleanza Euro-Russa è la chiave di volta della pace nel continente

Le conseguenze di cui sopra sono assolutamente drammatiche per l’Europa. Esse hanno per conseguenza di dividerci dalla Russia sul piano della civiltà, della geopolitica e della politica energetica o, ancora, di creare un nuovo muro in Europa, non a Berlino, ma nel cuore dell’Ucraina, che separa l’Occidente (sotto l’influenza americana) dall’Oriente (sotto l’influenza della Russia). Più prosaicamente, questo linea di faglia “quasi” taglia l’Europa ortodossa da quella cattolica-protestante, riprendendo la visione delle culture separate di S. Hungtinton, nella sua opera ‘lo scontro delle civiltà’. Infine vale la pena notare che la Cina, l’attore geopolitico ed economico maggiore, giudica probabilmente l’Europa (attraverso la NATO), co-responsabile della situazione di accerchiamento che subisce, sia in Occidente (Asia Centrale) che ad est (nel Pacifico, al largo delle sue coste). La rottura con due attori-chiave come la Russia (il paese più grande del mondo) e Cina (il paese più popoloso del mondo) è doppiamente grave. In caso di crescente tensione tra la NATO e la SCO, la Francia e i paesi dell’Europa occidentale sarebbe in conflitto con una organizzazione che riunisce quasi un terzo degli abitanti del mondo, copre 32,3 milioni km quadrati e possiede il 20% delle risorse energetiche mondiali di petrolio, il 38% di gas naturale, il 40% di carbone e il 50% di uranio.

La strategia di separazione dalla Russia e dell’Europa occidentale e centrale, può anche aver come conseguenza la “limitazione” dell’Europa in un micro-territorio incastrato nell’ovest del continente e di tagliarla dalle immense possibilità che le offrirebbe un partenariato con la Russia.


· L’Europa ha bisogno della Russia per il livello energetico, perché essa ha riserve di petrolio e gas di cui l’Europa ha bisogno. La Russia è un fornitore stabile, come dimostra il suo rapporto con la Turchia, che non soffre di alcun problema di approvvigionamento (si deve ricordare che i tagli alle forniture durante la guerra del gas con l’Ucraina, erano dovuti a quest’ultima, ma i ‘media’ hanno curiosamente incolpato la Russia). La questione energetica è cruciale, poiché  l’Europa, sotto il comando americano, si vede offrire della alternative ad alto rischio, come la sostituzione della Russia con la Turchia (paese della NATO candidato all’adesione all’Unione europea!), in qualità di fornitore (Nabucco invece che South Stream) o, ancora, a partecipare a dei conflitti per l’energia (Iraq), che potrebbero esplodere.


· L’Europa ha bisogno il potenziale favolosa della Russia, tanto per il potenziale umano dei suoi 140 milioni di abitanti, che geografico, con i suoi 17 milioni di chilometri quadrati e il suo sbocco sul Pacifico. Diverrebbe un giocatore di primo piano nel mondo, come l’Asia, che è in pieno sviluppo.


· Anche la Russia ha bisogno dell’Europa e degli europei, sia per il movimento di materie prime che per le sue tecnologie o capitale umano, che potrebbe utilizzare per riempire lo spopolamento nelle zone a oriente degli Urali. Infine e soprattutto, ha bisogno dell’Europa come alleato naturale, complementare, poiché nata dalla stessa civiltà.


In realtà, questa unità Euro-Russa (sola garante della pace e dell’indipendenza dei popoli del continente), non solo è di vitale importanza, è auspicabile poiché gli europei occidentali e la Russia, in primo luogo, appartengono alla stessa civiltà.

Come ha detto Natalia Narochnitskaya recentemente, in una conferenza a Parigi: “La vera cooperazione tra la Russia e l’Europa potrebbe però dare un nuovo impulso al nostro continente all’alba del terzo millennio. Le grandi culture romano-germanica e russo-ortodossa condividono le stesse fondamenta cristiana, apostolica e spirituale. Gli europei, siano essi occidentali o russi, hanno dato al mondo i più grandi esempi della spiritualità ortodossa e latina.”

È per questo che il futuro dell’Europa è la Russia.


Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’avenir de l’Europe, c’est la Russie!

“Nul doute deja, que la fin de «la guerre froide» a marque la fin d’une etape plus longue du developpement international – 400-500 ans, durant lesquels la civilisation europeenne a domine dans le monde. L’Occident historique s’est toujours propulse a la pointe de cette domination”.

“La nouvelle etape est parfois definie comme «post-americaine». Mais, certes, ce n’est pas le «monde d’apres les USA» et d’autant plus sans les USA. C’est un monde, ou, a la suite de la montee d’autres centres globaux de la force et de l’influence, l’importance relative du role de l’Amerique se reduit, comme cela avait deja eu lieu au cours des dernieres decennies dans l’economie et le commerce globaux. Le leadership est un tout autre probleme, avant tout celui de l’obtention de l’entente parmi les partenaires, de la capacite d’etre premier, mais parmi ses égaux”.

” Pour definir le contenu de l’ordre mondial en formation, on avance aussi les termes comme multipolaire, polycentrique, non-polaire”.

“Nous ne partageons pas les craintes, que la reconfiguration actuelle qui se passe dans le monde mene inevitablement « au chaos et a l’anarchie ». On observe le processus naturel de la formation d’une nouvelle architecture internationale – tant politique, que financiere et economique, qui repondrait aux realites nouvelles”.

“La Russie se voit comme une partie de la civilisation europeenne, qui possede les racines chretiennes communes”.

“Le dur modele anglo-saxon du developpement socio-economique presente de nouveau des rates, comme dans les annees 20 du ХХe siecle.l’Occident avait pour beaucoup cree l’architecture financiere et economique globale a son image. Et actuellement, ou l’on est en presence du deplacement reconnu par tous de la force financiere et economique vers les nouvelles economies en croissance rapide comme la Chine, l’Inde, la Russie, le Bresil, il devient evident que ce systeme n’est pas adequat aux realites nouvelles. Au fond, on a besoin d’une base financiere et economique, qui correspondait au polycentrisme du monde contemporain”.

***
Plus d’un an après ses propos tenus par Sergei Lavrov (en juin 2008) un seul constat s’impose, la crise financière les a totalement confirmés. A l’aurore de cet automne 2009, l’occident s’apprête à sortir de l’histoire par la petite porte, après avoir transmis ses métastases à l’humanité toute entière. Dans ce monde en re-configuration, il est bon se se demander quelle est la place que les peuples du continent Européen entendent jouer.

A l’heure ou les lignes de fractures sont de plus en plus illisibles, il est bon de rappeler que la seule chance de survie des peuples  Européens survivent est de sortir de l’ornière atlantiste suicidaire et de développer une collaboration poussée et intégré avec la fédération de Russie, afin que ce binôme “Euro-Russe” contribue à maintenir la paix sur le Heartland, au sein de ce nouveau monde multipolaire et polycentrique.

Dans un monde polycentrique et multipolaire, l’unite Européene est inévitable
Loin de l’idéalisme politique de comptoir, la réalité du monde de demain passe par l’économie et la démographie. La baisse d’influence de l’Amérique se traduit également par une augmentation de l’influence de nombres d’autres acteurs (BRIIC, monde arabo-musulman riche en énergie et en capital humain ..).  La population de la planète atteint aujourd’hui 6,5 milliards d’habitants et devrait dépasser les 9 milliards en 2050. L’europe, qui compte aujourd’hui 728 millions d’habitants (dont 1/3 hors de l’UE) devrait voir sa population tomber à entre 564 millions et 632 millions d’habitants, soit représenter entre 7 et 8% de la population mondiale et moins de 20% du PIB soit à peu près autant que la Chine seule (!). La France pour prendre un exemple devrait compter elle 70 millions d’habitants en 2050, soit 0,8% de la population mondiale, un habitant sur trois ayant plus de 60 ans (!) et la moitié la plus jeune de sa population étant à cet moment la d’origine extra-européene, principalement Afro-maghrébine.

Dans ce contexte, et malgré les discours percutants de personnalités crédibles et intéressantes (nicolas dupont aignant, paul marie couteaux ou jean pierre Chevènement pour ne citer qu’eux) la sortie de l’UE et le retour au « souverainisme » national est probablement la dernière des solutions à envisager. L’UE est certes imparfaite à 99% mais elle est imparfaite en ce qu’elle est dirigée par Bruxelles, qui est une officine du « parti américain » qui traite l’Europe en colonie américaine.
Pire les Américains (qui souhaitent avant tout maintenir leur position dominante et défendre leurs interets) ne souhaitent pas une Europe unie et puissante, apte à ne pas les suivre dans leurs offensives militaires illégales ou même à s’y opposer, diplomatiquement, voir militairement. C’est la raison pour laquelle les Américains font « tout » pour rentrer leur cheval de troie (Turque) dans l’Europe, afin d’y semer la discorde et de déstabiliser un ensemble homogène en création. N’oublions pas enfin que la Turquie, seconde armée de l’OTAN, est avec Israêl le pion de l’Amérique au proche orient, et que celle-ci occupe militairement l’Europe (Chypre).

C’est la raison pour laquelle les Américains ont tout fait pour dissuader De Gaulle d’obtenir l’indépendance nucléaire et de sortir du commandement intégré de l’OTAN. Parcequ’une France indépendante, prélude à une Europe indépendante pouvait entraîner la pire des situations envisageables pour les stratèges US, perdre l’avantage pris à la fin de la guerre (l’occupation de l’europe de l’ouest) et donc la main mise sur la façade « ouest » du heartland.

C’est également la raison pour laquelle certains stratèges du « parti américain » en Europe ont parfaitement compris l’interet a appuyer les « refus » de l’UE en soutenant des partis « anti UE » et Europhobes comme ce fus ouvertement le cas en Irlande avec le candidat Libertas par exemple. Plus récemment, le Bruxellophobe Philippe de Villiers a lui aussi rejoint le parti Atlantiste de Nicolas Sarkosy, l’UMP, pourtant ouvertement Europhile et après que celui ci ai fait rejoindre à la France le commandement intégré de l’OTAN.

La perte de souveraineté des pays Européens est un processus qui a traversé deux stades principaux.
* Le premier est celui de la fin des empires, issu du traité de westphalie et qui prône l’identité nationale (l’état nation) comme identité première. Cette ‘nationisation’ des identités Européennes a crée les conditions de la guerre de 30 ans qui a ravagé notre continent dans la première moitié du 20ième siècle. Curieux hasard, le traité de westphalie mettait lui également fin à une guerre civile européenne de 30 ans.
* Le second stade est celui de la régio-fragmentation. Ce processus que l’on nous affirme comme éminemment politico-progressiste (les régions seraient le stade ultime de l’intégration politique européenne) est en fait le résultat d’un processus politique extérieur volontaire afin d’affaiblir l’Europe en la morcelant en entité qui de par leur petite taille n’ont plus aucune autonomie économique ni de souveraineté militaire. Cela a été particulièrement le cas pour l’est de l’Europe comme en Tchécoslovaquie, en Yougoslavie ou en URSS, pour des raisons évidentes : ces nations ne « baignant » dans le bain Occidental que depuis peu elles étaient suspectes de réticence à l’alignement euro-atlantique.
Quoi alors de plus étonnant que les partis Européens les plus éminemment régionalistes soient les partis les plus européistes et les actifs en faveur de l’extension de l’OTAN et de l’intégration euro-atlantique. Ces mêmes « lignes » politiques sont partagées par les commissaires de Bruxelles, agents zélés des intérêts Américains en Europe.
Evidemment cette Europe de Bruxelles est évidemment l’inverse de l’Europe puissante et indépendante que nous voulons. L’union Européenne charnelle et réelle (et non légale) est néanmoins le seul objectif à défendre pour que les Européens maîtrisent leur destin et redeviennent acteur et non seulement spectateurs. Hors le monde de demain ne sera probablement pas un monde plus « ouvert » que celui que nous connaissons, ce sera plausiblement un monde d’affrontements, de conflits de blocs, de territoires, de zones et de civilisations. Dans ce monde de tension croissante, la clef pour l’Europe est de se doter d’une structure de défense qui lui appartienne et lui permette de protéger ses intérêts et ses citoyens. En ce sens, les propositions du président Medvedev sur la nécessité de créer une structure de sécurité Pan-Européenne (remplaçant l’OTAN) sont un défi réellement intéressant pour l’Europe.

Dans un monde polycentrique et multipolaire, sortir de l’OTAN et créer une défense continentale non atlantique.
L’OTAN est une alliance militaire constituée en 1949 pour faire face à l’URSS mais aussi au risque futur d’une nouvelle situation pour l’Europe comme celle-ci avait connu avec l’Allemagne. Rapidement, cette alliance sous la coupe des anglo saxons entraîna la constitution d’une alliance concurrente dans l’autre bloc (soviétique) en 1955 : « le pacte de Varsovie ». Cette double alliance scinda le monde en deux blocs rivaux jusqu’en 1958, lorsque la France de De Gaulle décida de quitter le bloc anglo-saxon et de développer son propre programme nucléaire. En 1966, la France quitte le commandement de l’OTAN, et le siège de l’OTAN est déplacé de Paris à Bruxelles, ce qui est toujours le cas aujourd’hui, Bruxelles hébergeant donc et les institutions Européennes, et celles de l’OTAN. Retour dans le giron moins de 30 ans plus tard puisqu’en 1995, le président Français Chirac entama les négociations de retour au sein du commandement intégré de l’OTAN, retour avalisé et effectué par le président Nicolas Sarkosy le 17 mars 2009.

Il convient dès lors de se demander quelles sont les raisons de ce retour de la France en tant qu’acteur essentiel au sein de l’OTAN. Celle-ci n’a en effet aujourd’hui que deux fonctions principales, qui sont les deux dans le pur intérêt de l’Amérique mais vont toalement à l’encontre des intérêts Européens.
Tout d’abord elle est devenue une arme de conquête du heartland Eurasien par l’Amérique et en ce sens, son extension à l’est, vers les frontières de la Russie, passe par l’adhésion de nations nouvelles (nouvelle Europe) pour des motifs erronés, qui sont la crainte historique d’un impérialisme Russe qui n’existe pas mais que les stratèges américains entretiennent parfaitement.

Sous couvert d’entrée dans le  « partenariat euro-atlantique », l’OTAN s’installe directement dans le cœur de l’Europe afin de pousser la Russie dans ses retranchements orientaux et de diviser une nouvelle fois l’Europe en installant ses bases militaires devant la frontière Russe. C’est le but réel de la campagne de Serbie (la Serbie étant un pion Russe dans la logique du Pentagone) avec la base bondsteel mais également de la révolution orchestrée en Ukraine, le but étant d’installer une base Américaine en crimée, en lieu et place de la base Russe actuelle.
Depuis le 11/09/2001 également, l’OTAN s’est transformée en « armée » de croisés au yeux du monde musulman, les mêmes stratèges tentant de nous persuader que l’OTAN est un rempart contre l’islamisme agressif et terroriste. Pourtant nul besoin d’être savant pour comprendre que la campagne d’Irak et celle d’Afghanistan, si elles devaient être gagnées (ce qui ne sera vraisemblablement pas le cas) ne vaincraient pas le « terrorisme Islamique ». L’Islamisme est aujourd’hui utilisé comme bouclier et paravent pour justifier des objectifs géopolitiques bien antérieurs. Ne suspecte t’on pas que l’attaque de l’Afghanistan ait été justifié par le 11/09 mais planifiée bien avant et que son but réel soit l’implantation de troupes US au cœur de l’Eurasie ? Peut on sans rire croire que l’Irak baathiste de saddam hussein ai été un des vecteurs du terrorisme islamique mondial, ou plutôt visée pour ses puits de pétrole ?

Les guerres de domination de l’empire Américain sont des guerres pour la maîtrise des ressources naturelles, qui sont concentrées (hormis en Arctique) entre la péninsule Arabe, l’Irak, l’Iran, le golfe Persique, le sud Russie (caucase) et l’Afghanistan.  Hors ces conflits énergétiques déclenchés sur des faux motifs ne sont pas ceux de l’Europe. Pire ils sont susceptibles d’entrainer l’europe dans des tensions ethniquo-religieuses sur « son » territoire. La désintégration de la Yougoslavie nous a montré à quel point une structure de sécurité était essentielle pour maintenir son harmonie et faire face aux déstabilisations de l’extérieur.

L’affaire récente du Kosovo a parfaitement démontré à quel point l’europe sert de tête de pont aux américains pour « attaquer » et « conquérir » l’Eurasie, et donc la Russie tout en créant des tensions entre peuples Européens et surtout avec la Russie, à qui « l’avertissement » Serbe était adressé. Point d’orgue de cette politique de conquête, le vote du Silk road strategy Act par le congrès US en 1999 destiné à « favoriser l’indépendance des pays du Caucase et d’Asie centrale et à créer un  pont terrestre détournant le commerce de ces pays avec l’ouest (qui passe actuellement par le territoire russe) vers le trajet de l’antique Route de la Soie aboutissant aux ports turcs, donc à un pays de l’OTAN. L’oléoduc BTC qui passe par la Georgie s’inscrit dans cette stratégie et explique en partie le développement de l’assistance militaire à la Géorgie depuis l’arrivée au pouvoir de Mikhaïl Saakachvili.

Dans un monde polycentrique et multipolaire, éviter la désintégration continentale.
Toujours en 1999, malgré l’attaque de la Serbie, et après 10 ans d’effondrement total, la prise de pouvoir de Vladimir Poutine va redresser la Russie et replacer celle ci sur le devant de la scène politique mondiale. L’Europe ayant basculé vers l’OTAN (participation des nations européennes à l’agression contre la Serbie), la Russie, la Chine et les nations musulmanes d’Asie centrale créent en 2001 l’Organisation de Shanghai ainsi que l’OSTC en 2002. Ces alliances militaires eurasiatique et inter-religieuses ayant pour but de répondre au double encerclement Russe et Chinois par l’armée Américaine et à défendre le pré-carré régional eurasiatique.  Comme le disait Zbigniew Brezinski : « La stratégie eurasiatique des Etats Unis a suscité en réaction un rapprochement entre la Russie et la Chine. Les deux puissances continentales sont en train de construire une véritable alliance militaire face à la coalition anglo-saxonne et à ses alliés. » 

Cette offensive Américaine vers l’est (de Berlin à Kiev) s’est matérialisée en deux étapes essentielles, de 1996 à 2009.
* En 1996 est créé l’organisation GUUAM qui regroupe Géorgie, Uzbékistan , Ukraine, Azerbaïdjan et Moldavie. Ces nations désirent à l’époque « sortir » du Giron post soviétique après la chute du mur et dans un contexte d’effondrement de l’état Russe. Il n’est pas surprenant que ces nations aient des positions géographiques stratégiques et par conséquent aient été victimes des révolutions de couleur financées par les ONG proches de la CIA (révolution orange, des tulipes, des roses et récemment en Moldavie après les élections) ainsi que des changements de régimes pro Occidentaux liés. Symbole de la « couleur » de cette association, les membres observateurs sont la Turquie et la Lettonie (!). Néanmoins ces régimes renversés n’ont pas obtenu les résultats escomptés par leur supporters (intégration dans l’OTAN et l’UE, amélioration du niveau de vie ..) mais au contraire ont entrainé une dégradation de la situation économique et aucune intégration dans le système euro-atlantique. C’est la raison pour laquelle le départ de l’Ouzbékistan en 2005 et l’absence de réalisation concrète de l’organisation l’ont mise en sommeil politique et qu’en mai 2006, le politologue azerbaïdjanais Zardust Alizadé exprimait encore ses doutes quant aux « perspectives de développement de l’alliance, et l’obtention de résultats pratiques ».

* Aujourd’hui, la seconde étape se matérialise agressivement via l’apparition d’un nouveau front, que l’on peut appeler le GUA (Georgie, Ukraine, Arctique).
En Géorgie : l’incapacité politique du président a incité les stratèges Américains à lancer une opération militaire en août 2008, celle-ci ayant néanmoins échoué puisque l’armée Russe a répondu avec force et a « libéré » les territoires d’Ossétie et d’Abkazie. Ce conflit est le premier conflit de la Russie avec l’Amérique hors des frontières Russes (la précédente étant la déstabilisation Wahabitte en Tchétchénie, fomentée en grande partie par la CIA).
En Ukraine les récents conflits gaziers témoignent des tensions grandissantes et un observateur éclairé jugeait récemment que « un conflit limité, sous le prétexte d’un litige territorial, devrait éclater entraînant une rupture des fournitures de gaz pour une période plus ou moins lingue, les crises gazières sont provoquées afin d’entraîner les consommateurs européens à une telle coupure ».

L’arctique nécessitant un développement propre, j’incite mes lecteurs à lire mes précédents articles à ce sujet (ici et la) et à consulter le blog de « zebrastationpolaire » à ce sujet.

Ces manœuvres d’encerclement, d’endiguement et de déstabilisation ont divers objectifs :
–  Contrôler les pourtours des mers noire, caspienne et baltique, zone  essentielles et de transit entre l’orient et l’occident.
– Maîtriser les futurs corridors énergétiques, notamment via un projet de construction d’oléo- et gazoducs contournant la Russie mais reliant les régions de la Caspienne, de la mer Noire et de la Mer Baltique.
– Etendre l’influence de l’OTAN le plus à l’est, au cœur de l’Eurasie afin de réduire la sphère d’influence de la Russie (sur son étranger proche) mais surtout en Europe et empêcher un éventuel développement de l’influence Chinoise vers l’asie centrale
Évidemment un lecteur non averti me dira que les russes et les américains n’ont cessé de s’affronter depuis 1945 et que globalement, ce n’est pas l’affaire de l’Europe et des Européens. Hors c’est précisément l’inverse…

Dans un monde polycentrique et multipolaire, l’alliance Euro-Russe, clef de voute de la paix sur le continent.
Les conséquences sus cités sont absolument dramatiques pour l’Europe. Elles ont pour conséquences de nous couper de la Russie sur un plan civilisationnel, géopolitique, politique et énergétique ou encore de créer un nouveau mur en Europe, non plus à berlin mais au cœur de l’Ukraine, en séparant l’Ouest (ensemble sous influence Américaine) de l’Est (ensemble sous influence Russe). Plus prosaiquement, cette ligne de fracture coupe « presque » l’Europe orthodoxe de l’europe catholico-protestante, reprenant la vision des civilisations séparées de S. Hungtinton dans son ouvrage « le choc des civilisations ». Enfin il est à noter que la Chine, acteur géopolitique et économique majeur, juge probablement l’Europe (via l’OTAN) co-responsable de la situation d’encerclement total qu’elle subit, que ce soit à l’ouest (ring centro-asiatique) et à l’est (dans le pacifique devant ses côtes). Cette rupture avec deux acteurs essentiels que sont la Russie (le pays le plus grand du monde) et la Chine (le pays le plus peuple du monde) sont doublement graves. En cas de tension croissante entre l’OTAN et l’OCS, la France et les pays d’Europe Occidentale seraient en conflit avec une organisation qui regroupe presque un homme sur trois dans le monde, couvret 32,3 millions de km² et comprend au niveau des ressources énergétiques 20 % des ressources mondiales de pétrole, 38 % du gaz naturel, 40 % du charbon, et 50 % de l’uranium.

Cette stratégie de séparation de la Russie et de l’Europe de l’ouest et du centre a en outre comme conséquence de « limiter » l’Europe dans un micro territoire encastré à l’ouest du continent et de la couper des possibilitées immenses que lui offriraient un partenariat avec la Russie.

·         L’Europe à besoin de la Russie au niveau énergétique car la Russie dispose des réserves de gaz et de pétrole dont l’Europe à besoin. La Russie est un fournisseur stable comme le prouve sa relation avec la Turquie qui ne souffre elle d’aucun problème d’approvisionnement (il faut rappeller que les coupures d’approvisionnement lors de la guerre du gaz avec l’Ukraine étaient dus à cette dernière mais que les « médias » ont curieusement désignés la Russie comme coupable). La  question énergétique est essentielle car l’Europe sous commandement Américain se voit proposer des alternatives à hauts risques, comme celui de remplacer la Russie par la Turquie (pays de l’otan candidat à l’UE !) comme fournisseur énergétique (Nabucco au lieu de south stream) ou encore de participer à des conflits pour l’énergie (Irak) dont elle pourrait se passer.

·         L’Europe a besoin du fabuleux potentiel que représente la Russie, tant le potentiel humain avec ses 140 millions d’habitants, que géographique avec ses 17 millions de Km² et le débouché sur le pacifique. Elle deviendrait ainsi un acteur de premier plan notamment avec le monde asiatique, qui en en plein développement.

·         La Russie à également besoin de l’Europe et des Européens, tant pour l’acheminement de ses matières premières que pour ses technologies ou son capital humain, qu’elle pourrait utiliser afin de combler le dépeuplement à l’est de l’oural. Enfin et surtout, elle a besoin de l’Europe comme d’un allié naturel, complémentaire car issu de la même civilisation.

En effet cette unité Euro-Russe (seule garante de paix et d’indépendance pour les peuples du continent) n’est pas seulement vitale, elle est souhaitable car les Européens d’Occident ou de Russie appartiennent avant tout à la même civilisation.

Comme le disait récemment Natalia Narotchnitskaïa lors d’un colloque à Paris : « La vraie coopération entre la Russie et l’Europe pourrait cependant donner un nouvel élan à notre continent à l’aube du troisième millénaire. Les grandes cultures romano-germanique et russe-orthodoxe partagent un seul et même fondement apostolique, chrétien et spirituel. Les Européens, qu’ils soient Occidentaux ou Russes, ont donné au monde les plus grands exemples de la spiritualité latine et orthodoxe ».

Voilà pourquoi l’avenir de l’Europe, c’est la Russie.

Будущее Европы – это Россия!

“Уже нет сомнений в том, что с окончанием «холодной войны» завершился более длительный этап мирового развития – 400-500 лет, в течение которых в мире доминировала европейская цивилизация. На острие этого доминирования последовательно выдвигался исторический Запад.”
 
“Для определения содержания формирующегося миропорядка выдвигают и такие термины, как многополюсный, полицентричный, бесполюсный”
 
“Мы не разделяем опасений насчет того, что происходящая в мире реконфигурация неизбежно ведет к «хаосу и анархии». Идет естественный процесс формирования новой международной архитектуры – как политической, так и финансово-экономической, которая отвечала бы новым реалиям. “
 
“Россия мыслит себя как часть европейской цивилизации, имеющей общие христианские корни”
 
“Жесткая англосаксонская модель социально-экономического развития вновь, как и в 20-е годы ХХ века, начинает давать сбои. Во-вторых, глобальная финансово-экономическая архитектура во многом создавалась Западом под себя. И сейчас, когда наблюдается всеми признаваемый сдвиг финансово-экономической силы и влияния в сторону новых быстро растущих экономик, таких как Китай, Индия, Россия, Бразилия, становится очевидной неадекватность этой системы новым реалиям. По сути дела, требуется такой финансово-экономический базис, который соответствовал бы полицентричности современного мира. Иначе не восстановить управляемость мирового развития.” 
***

 

Спустя чуть больше года после речи Сергея Лаврова (в Июне 2008) мировой финансовый кризис свидетельствует её подтверждению. В начале этой осени 2009 запад выходит через маленькую дверь, после того как он передал свои метастазы всему миру. В мире который находится в реконфигурации задаётся вопрос о роли которую население европейского континента хотят играть. Когда линии переломов все более и более неразборчивы, хорошо напомнить, что единственный шанс сохранения европейских народов, состоит в том, в выходе из самоубийственной колеи натовец иразвитие сотрудничества и интеграции с Российской Федерацией, чтобы этот двойной партнер “Евро-русский” способствовал тому, чтобы поддерживать мир в Хартленде, в этом новом многополюсном и полицентрическом полицентрическом мире.
 

 

В многоцентровом и многополярном мире объединение Европы является неизбежным.
Вдалеке от политического идеализма финансовых предприятий, реалии мира завтрашнего дня сталкиваются с экономикой и демографией. Снижение влияния Америки выражено прежде всего увеличением влияния некоторых других политических участников (ось Бразилия – Индия – Россия – Китай, арабо-мусульманский мир, богатый энергетическими и людскими ресурсами..). Население планеты достигло сегодня 6,5 миллиардов жителей и должно перевалить за 9 миллиардов к 2050. Европа, которая сегодня насчитывает 728 миллионов жителей (треть из них находится за пределами ЕС), постепенно сократит это число до цифры от 564 до 632 миллионов жителей и будет составлять от 7 до 8% населения мира и менее 20% ВВП, это примерно столько же сколько один Китай(!). Франция, к примеру, будет насчитывать 70 миллионов жителей в 2050, это составит лишь 0,8% от населения планеты, каждый житель из трех будет старше 60 лет (!), а более молодая часть населения на тот момент будет иметь неевропейские корни, в преимущественно североафриканские.

 

В данном контексте, несмотря на убедительные речи влиятельных, интересных и заслуживающих доверия людей (Николя Дюпон Эньян, Пол-Мари Куто или Жан-Пьер Швенеман, чтобы не цитировать их), выход из ЕС и возвращение к государственному «суверенитету», возможно, последнее из решений, которое следует рассматривать. Разумеется, ЕС на 99% неидеален, но он неидеален потому, что он находится под руководством Брюсселя, который является плацдармом «американской партии», которая видит Европу исключительно американской колонией.
Хуже всего, что американцы (которые прежде всего желают сохранить свою доминирующую позицию и защитить свои интересы) не хотят видеть Европу единой и могущей, способны следовать этим принципам в своих нелегальных военных действиях или даже оказывать сопротивление дипломатически с применением военной силы. Это причина, по которой американцы распоряжаются «повсеместно», чтобы возвратить их троянского коня (Турцию) в Европу с целью посеять раздор и дестабилизировать целостность системы. Не забудем также, что Турция, вторая армия Организации Североатлантического договора, которая вместе с Израилем является пешкой Америки на Ближнем Востоке, заняла своими войсками часть Европы (Кипр).

 

Это и есть причина, по которой американцы сделали все для того, чтобы удержать Де Голля от достижения ядерной независимости и от выхода из-под объединенного командования Организации Североатлантического договора. Так как независимая Франция, прелюдия к независимой Европе, могла бы создать худшую из прогнозируемых ситуаций для стратегии США, потерять преимущество, приобретенное в конце войны (оккупация Восточной Европы) и, значит, и усилия, потраченные на фасад «запада».

 

Преимущественно, эта причина, согласно которой некоторые стратегии «американской партии» в Европе идеально соответствуют поддержке «отказов» ЕС и оказанию поддержки партии «анти ЕС» и еврофобов, как это было сделано в случае Ирландии с кандидатом движения «Либертас», например. Недавно, ненавистник Брюсселя Филипп де Вийр присоединился к партии атлантистов Николя Сакрози, тем не менее, открытый еврофил после этого вынужден был присоединиться во Франции к объединенному командованию Североатлантического союза.

 

Потеря суверенитета Европейских держав это процесс, разделенный на два главных периода.
* Первый – это конец империализма, восходящий к Вестфальскому договору и объявление национального равенства (национальное государство) как первый предмет равенства. Эта «национализация» народов Европы была создана условиями войны 30-х годов, которая опустошила наш континент в первой половине 20-го века. Забавный случай, Вестфальский договор также и положил конец европейской гражданской войне 30-х годов.

 

* Второй период – это период разделения. Этот процесс, который нам представили как в высшей степени политически прогрессивный (регионы Европы будут на самой последней стадии периода политического объединения Европы) на самом деле является результатом внешнего свободного политического процесса с целью ослабить Европу, разделяя на отдельные части, которые из-за их малого размера не имеют более никакой экономической автономии, ни военного суверенитета. Это в частности случай востока Европы, например, в Чехословакии, Югославии или в СССР, где известны причины: эти нации «обмываются» в Западными водами, но лишь небольшая часть, поэтому они стали подозрительными элементами на евроатлантической линии.

 

Наиболее удивительно, это то, что партии Европы, самые яростные сторонники регионального разделения, стали самыми европеизированным партиями и активистами по расширению Североатлантического союза и евроатлантической интеграции. И даже эти «линии» были разделены уполномоченными из Брюсселя, агентами, которые блюдут интересы американцев в Европе.

 

Конечно эта Европа Брюсселя – обратная сторона независимой и могущественной Европы, о которой мы мечтаем. Европейский Союз, облеченный в плоть, и реальный (и нелегальный) однако единственный объект защиты, ради которого европейцы смиряют свою судьбу и становятся не только зрителями, но и действующими лицами на политической арене. Без мира завтрашнего дня, возможно, не будет мира более «открытого», чем тот, что нам знаком, конечно будет правдоподобнее, что это будет мир столкновений «блоков», территорий, зон и цивилизаций. В этом мире перекрестного давления, самое важное для Европы – это приобрести защиту, которая ее будет поддерживать и позволит защищать свои интересы и своих жителей. В этом смысле, предложения президента Медведева по необходимости создать структуру защиты Пан-Европейской (вместо и Североатлантического союза) являются заявлением, очень интересным для Европы.

 

В многоцентровом и многополярном мире, выйти из Североатлантического союза и создать континентальную неатлантическую защиту.

 

НАТО – это военный альянс, созданный в 1949 году для противостояния СССР, а также для противодействия будущим рискам новой ситуации в Европе, такой как была ситуация с Германией. Этот альянс быстро стал развиваться под эгидой англо-саксонских наций, учредивших конституцию альянса, которая стала конкурировать с другим блоком (советским), начиная с 1955 года: «Варшавский договор». Этот двойной альянс раздробил мир на два блока, соперничающих друг с другом вплоть до 1958 года, когда Франция де Голля решила покинуть англо-саксонский блок и развиваться по собственной ядерной программе. В 1966 году Франция покидает командование НАТО, и штаб-квартира НАТО перемещается из Парижа в Брюссель, и теперь Брюссель приютил у себя Европейские учреждения, в том числе и учреждения НАТО. Возвращение к родным берегам наступило почти через тридцать лет в 1995 году, когда президент Франции Ширак начал переговоры о возвращении в объеденное командование НАТО, возвращение закончилось и осуществлено президентом Николя Саркози 17 марта 2009.

 

С тех пор он согласился объявить свои причины для возращения Франции в качестве активного участника НАТО. На сегодняшний день можно выделить две основные, обе они представляют большой интерес для Америки, но полностью расходятся с интересами Европы.

 

Внезапно Франция превратилась в противоборствующую силу Америки в самом центре Евразии и в этом смысле расширение НАТО на восток к границам России происходит посредством срастания новых наций (новая Европа) из-за ложных мотивов, исторического страха перед Российским Империализмом, которого не существует, но который американские стратеги всегда поддерживали.

 

Под предлогом «евро-атлантического партнерства» НАТО расположилось в самом сердце Европы для того, чтобы оттеснить Россию с ее восточными средствами защиты и отделить от нее новую Европу, разместив военные базы на русских границах. Это было реальной целью кампании в Сербии (Серия стала пешкой России, по логике Пентагона)а, также режиссированной революции на Украине, главной целью же было создать американскую базу в Крыму, на территории и на месте базы России.

 

После 11 сентября 2001 года НАТО еще трансформировался в «армию» Крестоносцев, обращенных в сторону мусульманского мира, сами стратеги убеждают нас, что НАТО является защитой от исламской агрессии и терроризма. Не нужно быть ученым, что понять, что Иракская и Афганская кампании, даже если б они оказались выигрышными (что не кажется вероятным), не победили бы «исламский терроризм». Сегодня ислам используется как щит и ширма, чтобы оправдать предыдущие геополитические цели. А не подозревают ли, что нападение на Афганистан оправдывает 11 сентября, которое было спланировано заранее и его реальной целью было размещение армий США в центре Евразии? Можно ли без смеха поверить, что Ирак Саддама Хусейна был одним из носителей мирового исламского терроризма, или же это была претензия к нефтяными скважинам?

 

Войны за мировое господство Американской Империи – это на самом деле войны за владение природными ресурсами, сконцентрированными (исключая Арктику) между Арабским полуостровом, Ираком, Ираном, Персидским заливом, югом России (Кавказ) и Афганистаном. Эти энергетические конфликты с фальшивыми мотивами не являются в прямом смысле конфликтами самой Европы. Но они способны вовлечь Европу в этнико-религиозные распри на «их» территории. Распад Югославии нам наглядно продемонстрировал какой путь структуры охраны был наиважнейшим для достижения согласия и противостоять внешним разрушительным факторам. Последний случай Косова идеально продемонстрировал, как Европа служит головой к мосту американцев, чтобы «атаковать» и «завоевывать» Евразию, и, значит, и Россию, повсеместно сея распри между европейскими нациями и, наконец, с Россией, к которой было адресовано «сообщение» о Сербии. Кульминацией этой политики нападения стало голосование Silk road strategy Act в Конгрессе США 1999 года, призванное «содействовать независимости стран Кавказа и Центральной Азии и создать мост, отводящий в сторону торговые пути с западом от этих стран (который на самом деле проходит по российской территории) к трассе Античного Шелкового пути, оканчивающегося в турецких портах, то есть страны под эгидой НАТО. Нефтепровод BTC, который проходит по территории Грузии, вписывается в эту стратегию и частично объясняет развитие военной поддержки Грузии с момента прихода к власти Михаила Саакашвили.

 

В многоцентровом и многополярном мире, как избежать контитентального распада.

 

В 1999 году, несмотря на нападение Сербии, и после 10 лет полного разрушения, принятие власти Владимиром Путиным выравнивает политический путь России и позволяет ей занять место на мировой политической арене. Европа раскачивается в стороны между Североатлантическим союзом (участие европейских наций в агрессии против Сербии), Россией, Китаем и мусульманскими народами центральной Азии, создавшими в 2001году Шанхайскую организацию. Эти военные евроазиатские альянсы и внутререлигиозные имеют общую цель: избавление от двойного окружения России и Китая американской армией и защита регионального евроазиатского квадрата. Как сказал Збигнев Бризенский: «Евроазиатская стратегия США вызвала реакцию сближения между Россией и Китаем. Обе континентальные владычицы находятся в процессе создания настоящего военного альянса перед лицом англо-саксонской коалиции и их союзников».

 

Эта агрессия США востоку (от Берлина до Киева) выразилась в двух главных этапах с 1996 по 2009 года.
В 1996 была создана Организация демократии и развития, которая перегруппировала Грузию, Узбекистан, Украину, Азербайджан и Молдавию. Эти народы желали в эпоху «выхода» из Постсоветского пространства после падения стен и в контексте упадка России. Неудивительно, что эти нации, имеющие географические стратегические позиции и таким образом ставшие жертвами революций, финансируемых неправительственными организациями, происходящими от ФБР (оранжевая революция, тюльпаны, розы и недавно в Молдавии после выборов), тогда как изменения режимов связаны между собой. Символ – «цвета» этой ассоциации, члены наблюдатели Турция и Латвия (!). Однако эти перевернутые режимы не дали ожидаемых результатов тем, кто их поддерживал (интеграция Североатлантического союза и ЕС, улучшение уровня жизни…), но напротив повлекли за собой ухудшение экономической ситуации и никакой интеграции в евро-атлантической системе. Это причина, по который уход Узбекистана в 2005 году и отсутствие конкретной реализации законсервировали политику, и в мае 2006 года, азербайджанский политолог Зардуст Ализаде выразил свои сомнения касательно «перспектив развития альянса и получения практических результатов».

 

Сегодня второй этап проходит с появлением нового фронта, который можно назвать ГУА (Грузия, Украина, Арктика).

 

В Грузии: политическая некомпетентность президента спровоцировала американских стратегов начать военные действия в августе 2008, это тем не менее не увенчалось успехом, так как русская армия ответила решительными действиями и «освободила» территории Осетии и Абхазии. Этот конфликт стал первым конфликтом России с Америкой за пределами российских территорий (предыдущим был волнения ваххабитов в Чечне, спровоцированное большой частью ФБР.)

 

На Украине недавние газовые конфликты привели увеличению напряжения, и образованный наблюдатель рассудит, что «ограниченный конфликт, под предлогом территориальных споров, должен привести к поломке газовых труб на более или менее длительный период, газовые кризисы, спровоцированные этим, влетят европейским пользователям «в копеечку».

 

Арктика нуждается в развитии, я призываю моих читателей прочитать мои последние статьи по этому вопросу (здесь и там) и проконсультироваться с блогом « zebrastationpolaire » по этому вопросу.

 

Эти манипуляции окружения, огораживание и дестабилизация имеют различные цели:
– Контролировать подходы к Черному, Каспийскому и Балтийскому морям, важные зоны и транзиты между востоком и западом.

 

– Управлять будущими энергетическими коридорами, в частности, проект строительства нефте- и газовопроводов, огибающих Россию, но связанных с регионами Черноморского, Каспийского и Балтийского морей.
– Погасить влияние Североатлантического союза в большей степени на западе, в сердце Евразии с целью ограничить сферу влияния России (с ее ближними соседями), и, наконец, в Европе препятствовать возможному развитию влияния Китая к центральной Азии.

 

Конечно, неискушенный читатель мне скажет, что русские и американцы не закончили конфликтовать с 1945 года и, что глобально, это не дело Европы и европейцев. Но это точно противоположное.

 

В многоцентровом и многополярном мире, Европейско-Российский альянс, главный путь к миру на континенте.

 

Последствия известных событий, имевшие место, довольно трагичны для Европы. Они могут отрезать нас от России в культурном, геополитическом, политическом и энергетическом плане или возвести еще одну в Европе одну стену, как в Берлине, но в сердце Украины, отделив Запад (зона американского влияния) от Востока (зона российского влияния). Если говорить более прозаично, эта трещина “почти” разделила Европу ортодоксальную и Европу протестантско-католическую, повторив, таким образом, точку зрения на разделенные народы С. Хантингтона в его работе “шок цивилизаций”. Наконец, важно заметить, что Китай теперь является активным и геополитичным участником, предположительный судья Европы (через НАТО) и также соучастник ее полного окружения, которое она переживает на западе (центрально-азиатское кольцо) и на востоке (на побережье Тихого океана). Эта трещина с двумя главными действующими лицами, Россией (самая большая страна в мире) и Китаем (самая многонаселенная страна в мире) вдвойне важна. В случае перекрестных конфликтов между НАТО и Шанхайской Организацией сотрудничества, Франция и страны Восточной Европы окажутся вовлеченными в конфликт с Организацией, которая объединяет почти одного из трех человек в мире, покрывает 32,3 миллионов кв.км и насчитывает потенциал энергетических ресурсов 20% от мировой численности нефти, 38% природного газа, 40% угля и 50% урана. Сверх того, эта стратегия отделения России и Европы от запада имеет как следствие “разделение” Европы на микротерритории, зажатые на западе континента и уменьшение почти неограниченных возможностей, которые дает партнерство с Россией.

 

Европа нуждается в России в сфере энергетических ресурсов, так как Россия располагает запасами газа и нефти, которые необходимы Европе. Россия является постоянным поставщиком, как это доказывают ее отношения с Турцией, которая не испытывала никаких проблем со снабжением (вспомним сокращение поставок во время газовой войны с Украиной, который задолжали России, но СМИ забавно представили именно Россию виновницей ситуации). Вопрос энергетических ресурсов является наиважнейшим, так как Европа под командованием американцев предлагает в качестве решений для подобных высоких рисков, как пример, заменить Россию Турцией (страны-кандидата от НАТО в ЕС!) как энергетического поставщика (нефтепровод Набукко по южному направлению) или продолжать участвовать в энергетических конфликтах (Ирак), от которых она могла бы остаться в стороне.

 

Европа нуждается в тех сказочных ресурсах, которыми располагает Россия, таких как человеческий ресурс с её 140 миллионами жителей, географический с её 17 миллионами кв.км площади и её выходом в Тихому океану. В частности, она станет ведущим участником на мировой арене вместе с азиатским миром, который сейчас набирает мощь в своем развитии.

 

Также и Россия нуждается в Европе и ее населении, например для импорта ее сырья, для которого требуются ее технологии или ее человеческий ресурс, который она могла бы использовать с целью пополнения населения к западу от Урала. Наконец, в целом, она нуждается в Европе как в природном союзнике, произошедшим из одной культуры.

 

На самом деле Евро-Российский союз (единственная гарантия мира и независимости для народов на континенте) не достаточен для жизни, желательно, чтобы Западные Европейцы и русские представляли собой одну цивилизацию.

 

Как недавно сказала Наталья Нарочницкая на семинаре в Париже: “Настоящее сотрудничество между Россией и Европой тем временем дать новый разгон нашему континенту на заре третьего тысячелетия. Великие романо-германские и русско-ортодоксальные культуры делят между собой единственный и общий для них христианский и духовный фундамент. Европейцы, русские они или из Западной Европы, подарили миру самые великие примеры латинской и ортодоксальной духовности”.

 

Вот почему будущее Европы – это Россия.

Russia is the future of Europe !

“There is no longer any doubt that with the end of the Cold War a lengthier world development period came to an end, spanning 400-500 years during which European civilization had dominated in the world. The historical West had consistently advanced on the edge of this dominance.”” The new stage is occasionally defined as “post-American.” But, of course, this is not a “world after the US” and even less so without the

US. It is a world where as a result of the rise of other global centers of power and influence the relative significance ofAmerica’s role dwindles, as was already the case over recent decades in the global economy and trade. Leadership is an entirely different question though; it’s above all the question of achieving harmony within a circle of partners, of the ability to be the first, but among equals.”“To define the content of an emerging world order, such terms as multipolar, polycentric and nonpolar are also put forward”

“We do not share the concerns that the current reconfiguration in the world will unavoidably lead to “chaos and anarchy.” There goes the natural process of the formation of a new international architecture – political as well as financial-economic – which would correspond to the new realities.”

“Russia conceives itself as being a part of European civilization having common Christian roots”

“The rigid Anglo-Saxon model of economic and social development is again, as it did in the 1920s, beginning to wobble.the global financial-economic architecture was largely created by the West to suit its own needs. And now that we watch the generally recognized shift of financial-economic power and influence towards the new fast-growing economies, such as China, India, Russia and

Brazil, the inadequacy of this system to the new realities becomes obvious. In reality, a financial-economic basis is needed which would conform to the polycentricity of the contemporary world. The manageability of world development can’t be restored otherwise.” 

*****
More than a year after Sergei Lavrov’s assertions (June 2008), the only report that comes to mind is that the financial crisis has totally confirmed those assertions. At the dawn of the autumn 2009, the Western world is about to leave History by the smallest door, after having transmitted its metastasis to the whole humanity. In this world in transition, it would be good to wonder what game the European populations intend to play. 

At that time where the line breakages are less and less legible, it would be good to remember that the only chance of survival of the Europeans is to get out of the suicidal atlantist rut and to develop a true and integrated collaboration with the Federation of Russia. This European-Russian partner could contribute to peace within Heartland, in the hart of this new multi polar and decentralized world.  

In a multi polar and decentralized world the European unity is unavoidable 

Far from the ideal of psychology armchair, the reality of tomorrow is based on demography and economy. The decrease ofAmerica’s influence is also proved by the increase of many other actors:Brazil,Russia,India,China and the Arab Muslim world, both rich in energy and human capital. The world population reaches 6, 5 billions of inhabitants and will be over the 9 billions in 2050.  Europe counts today 758 millions inhabitants 91/3 of the EU0 and should see its population fall down, between 564 millions and 632 millions inhabitants i.e. 7 % to 8% of the world population and less than 20% of the GDP (about the same than China on its own). 

France as an example should count 70 millions inhabitants in 2050, i.e. 0,8% of the world population, 1 inhabitant out of 3 being more than 60 years old and half of its youngest population being mainly African and from Northern Africa. 

In this context, and despite the punchy speeches of credible and interesting personalities (Nicolas DuPont Aignant, Paul Marie Couteaux or Jean Pierre Chevènement to only quote those), the way out of the EU and the return to a national sovereignty is surely the very last solution to think of. 

The EU is imperfect to 99%, because being led byBrussels, and under the influence of ‘’the American party’’, who treatsEurope as an American colony. 

Worse the Americans (who wish first to maintain their dominating position and defend their own interests) do not want a united and powerfulEurope. ThisEurope may not follow them in their military offensives or even oppose to them diplomatically and maybe militarily. 

This is the reason why the Americans try everything in order to have their Troy horse entering the EU (Turkey) in order to create dissension and destabilize a homogeneous whole on its way. 

Let us not forget, at last, thatTurkey is the second army of NATO and withIsrael the pawn ofAmerica in the Near East, while occupyingCyprus. 

This is the reason whyAmerica has done everything in order to persuade De Gaulle not to obtain the nuclear independency and to stopFrance to exit the NATO commandment. 

An independentFrance would be a prelude to an independentEurope. The latter could lead to the worse situations for theUS strategists: the loss of the advantages gained at the end of the World War II with the occupation ofWestern Europe and therefore the loss of the Heartland western side. 

This is also the reason why some strategists of the ‘American party’ in Europe have understood the necessity to support the EU refusals through the anti EU and the Europhobic parties such asIreland with the Libertas candidate. 

More recently, the Europhobic Philippe de Villiers has also joined the atlantist party of Nicolas Sarkozy, UMP, a party though openly pro EU, after that UMP has had France joining the NATO commandment. 

The loss of sovereignty for the European countries is a process that went through 2 stages. 

* The first one is the end of the empires, originating from theWestphalia treaty, supporting the national identity concept (nation state) as the primary identity. This “nationalisation” of the European identities has generated the 30 years war that destroyed our continent in the first half of the 20th century. Strange coincidence, theWestphalia treaty ended a European civil war that lasted 30 years. 

* The second is the stage of the fragmentation into regions. This process, are we told, is very progressive politically (i.e. regions would be the ultimate stage of the European integration). But it is in fact the result of a deliberate external political process aiming at weakeningEurope, by fragmenting in small pieces that are left with neither economical independence nor military sovereignty. 

This was the case in particular for Eastern Europe, e.g.Czechoslovakia,Yugoslavia or theUSSR, for obvious reasons: Those nations are not under the western influence since long so they are suspected of being hostile to the Euro –Atlantic Axis. 

Of course, it is no surprise that most of the regionalist European political parties are also the most Europhiles and the ones fighting most actively for a NATO expansion and a Euro – Atlantic integration. 

Those same political alignments are shared by theBrussels commissioners, devoted agents of the American interests inEurope. 

The Europe of Brussels is of course the opposite of the powerful and independentEurope that we want. The EU made of flesh, the reel EU (the non legal one) is the only aim to defend in order for the Europeans to control their destiny and to become more than spectators, to become actors. 

The world of tomorrow though will probably not be a more opened world than the one we know. It surely will be a world made of blocks in conflict, conflict for territories zones and civilisations. 

In this world of increasing tensions the key forEurope is to gain a structure of defence that belongs to it and allows her to protect its interests and citizens. 

In that sense, the proposals of President Medvedev on the necessity of creating a Pan European structure of security (replacing NATO) are a real challenge and the most interesting one, forEurope. 

In a multi polar world, let us exit NATO and create a continental and NON Atlantic defence’s system. 

NATO is a military alliance created is 1949 in order to faceUSSR, but also in order to avoid a new risk to Europe (as it had been the case withGermany). Fast, this alliance, under the Anglos Saxons’ influence, led to the creation of a competing alliance in the other bloc, the soviet one, in 1955: ‘’ The Warsaw Pact’’. This double alliance split up the world in two rival blocs, until 1958 while the De GaulleFrance decided to leave the Anglo Saxon block and to develop its own nuclear programme. 

In 1966, France leaves the NATO commandment and the NATO HQ moves from Paris to Brussels, which is still the case nowadays. Brussels hosts the European institutions as well as the NATO ones. 30 years later in 1995, the French President Jacques Chirac started the negotiations to get back into the integrated commandment of NATO. This return was confirmed and focalized by President Sarkozy on the 17th March 2009. 

Why this return ? What were the motivations of France to become an essential NATO actor ? 

NATO has got today only two essential functions, both in the interest ofAmerica and both against the European interests. 

First it has become a conquest weapon of the Eurasian heartland byAmerica and its extension towards the East and the Russian borders. New nations are asked to join under wrong justifications, i.e. the historical fear of a Russian imperialism.  But this imperialism does not exist any longer. Only the American strategists keep it alive at perfection. 

Under the pretext of entering the Euro-Atlantic partnership, NATO installs itself in the hart of Europe, pushesRussia back towards its own eastern borders and dividesEurope once more, with the installation of American bases in front of the Russian borders. 

This is the real aim of theSerbia campaign.Serbia is an ally ofRussia in the logic of the Pentagon. With the bondsteel base but also the orchestrated revolution inUkraine, the aim ofAmerica was to implement an American base inCrimea, in order to respond to the Russian base. 

Since the 11/09/NATO has become a crusaders army at the eyes of the Muslim world, the same American strategists trying to convince us that NATO is a protection against the aggressive and terrorist Islamism. 

No need though to be a scientist in order to understand that the Iraq and Afghanistan campaigns, if they could be won (which will probably not be the case) will not defeat ‘’terrorist’’ Islamism. Islamism is used today like an excuse in order to justify much older geopolitical objectives. Do we not suspect that the Afghanistan attack has been justified by the 11th September, but planned much before and that its reel aim had been the implementation of US troops in the heart ofEurasia? 

Can we, without laughing, believe that the baathist Iraq of Saddam Hussein was one of the vectors of the world Islamist terrorism, or targeted for its petrol dwells? 

Domination wars of theUSA are wars aiming at controlling the natural resources that are concentrated (apart from Arctic) in the Arab peninsula,Iraq,Iran, Persian Gulf, Southern Russia (Caucasus) andAfghanistan. 

Those resources conflicts are provoked by wrong motives, which are notEurope’s one. Worse, they may leadEurope to ethnical and religious tensions on ‘’its’’ territory. 

Yugoslavia disintegration showed us how much a security structure was essential in order to maintain its harmony and face the external destabilizations. The recent Kosovo issue has perfectly shown that Europe is the bridge head that serves theUSA who attack and invadeEurasia.America therefore creates tensions between European populations and in particular withRussia, to whom the ‘’Serbia’’ warning was addressed. 

The vote of the Silk road strategy Act by the US Congress in 1999 was aimed at ‘’favouring’ the independence of the Caucasus and the Central Asian countries and at creating a land bridge in order to divert the road of the Silk Road to the Turkish harbours, therefore a NATO country. 

The BATCH oil pipeline that passes byGeorgia is following the same strategy and also partly explains the development of the military assistance toGeorgia, since the arrival at power of Mikhaïl Saakachvili. 


In a multi polar world with many centres, we could avoid a continental disintegration 

In 1999 despite the attack onSerbia and after 10 years of total collapse, the assumption by Vladimir Poutine straightensRussia up and replaces the country at the front of the word political scene. Europe has toppled over NATO (by its participation to the bombing ofSerbia).Russia,China, and the Muslim nations of Central Asia create in 2001 theShanghai organisation as well as the OSTC in 2002. Those military Eurasian and inter-religious alliances aim at replying to the double Chinese and Russian surrounding by the American army and at defending the Eurasian regional well defined area. 

Zbigniew Brezinski said: «The Eurasian strategy of the USA brought Russia and China closer. The two continental powers are building a real military alliance in order to face the Anglo Saxon coalition and its allies. »  

The American offensive towards the East (fromBerlin toKiev) has materialized in two majors steps, from 1996 until 2009. 

In 1996, GUUAM was born. It regroupsGeorgia,Uzbekistan,Ukraine,Azerbaijan andMoldavia. 

Those nations wish to get out of the post soviet bosom, right after theBerlin wall fall and whileRussia was collapsing. It is not surprising that those nations who have strategic geographical positions, consequently have been the victims of revolutions financed by the CIA (orange revolution, tulips, roses and recently inMoldavia too after the elections). They also have been the victims of changes of western regimes. The most representative members of this association are the observers,Turkey and Latvia (!). 

Nevertheless those regimes have not made it through, despite the expectations of their supporters (integration to NATO and EU, improvement of life). 

On the contrary, those overthrown regimes have degraded economically and no integration into the euro-atlantist model occurred. 

This is the reason why the departure ofUzbekistan in 2005 and the absence of concrete realization of the organization have led the latter to become inexistent politically. In May 2006 the political scientist Zardust Alizadé fromAzerbaijan expressed his doubts regarding the development of the alliance and of the alliance’s ‘’practical results’’. 

Today, the second step sees a quite aggressive materialization through the creation of a new front that we may call GUA (Georgia,Ukraine, andArctic). InGeorgia: the political incapacity of the president has pushed the American strategists to launch a military operation in August 2008. This operation failed because the Russian army has replied with a lot of strength and has liberated the territories ofOssetia and Abkhazia.  This conflict is the first conflict opposingRussia toAmerica out of the Russian borders. The previous conflict had been the Whabitt destabilization inChechnya, instigated mainly by the CIA. 

In Ukraine the recent conflicts about gas show the growing tensions and a bright observer recently said that ‘’ a limited conflict, under the pretext of a territorial dispute, will surely burst and lead to a rupture of the gas’ supplies for a more or less long period of time. Those gas crises are provoked in order to train the Europeans to get used to such cuts.’’ 

Artic would need another article just for itself. I invite my readers to read my previous articles on the topic here and there and to consult the blog « zebrastationpolaire ». 

Those manoeuvres of surroundings, of containment and of destabilization have various objectives: 

–  To control theBlack sea the Caspian and Baltic seas perimeters as they are essential zones of transit between the East and the West. 

– To control the future corridors of energy in particular via a building project of oil and gas pipelines going round Russia but linking the regions of the Caspian sea with the ones of the Black and the Baltic sea.
– To spread the NATO influence further East in the heart of Eurasia in order to reduce the sphere of influence of Russia (on its close stranger) but mainly in Europe, and avoid a potential development of the Chinese influence towards Central Asia.  
 

Of course, a non experienced reader will tell me that the Russians and the Americans have never stopped to fight since 1945 and that globally this is not the business of Europe and of the Europeans. Well, this is exactly the contrary. 

In a multipolar world with many centres, the Euro-RussianAlliance is the key stone for peace on the continent. 

The consequences we told you about in this article are dramatic forEurope. They will cut Europe fromRussia at a civilization, geopolitical, political and energetic level. 

They will create a new wall in Europe, not inBerlin but in the heart ofUkraine, separating the West (under the American influence) from the East (under the Russian influence). 

In a more pragmatic way this fracture nearly cuts the Orthodox Europe from the catholic and protestant Europe, underlining the theory of S.Hungtinton in his book « The shock of civilisations ». Last, let us note that China, a crucial geopolitical and economical actor, probably sees Europe (through NATO) as co-responsible of the surrounding situation that it (China) faces, West (military American bases in central Asia) and East (the Pacific along its shores, with also many American bases). 

This rupture with two essential actors that areRussia (the biggest country in the world) andChina (the most populated country of the world) are very serious. 

In case of growing tensions with NATO and OCS, France and the other European countries would be in a conflict with an organisation that nearly groups together, one man out of three in the world, covers 32, 3 millions of km² et resources wise groups together 20 % of the petroleum world resources, 38% of natural gas, 40% coal and 50% uranium. 

This strategy of separation ofRussia and Europe and of Western and the centre will limit Europe in a micro territory slot in the west of the continent and will cut t from the huge possibilities that a partnership withRussia would offer.   

·         Europe needs Russia energy wise because Russia has got the gas and the petroleum resources that Europe needs. Russia is a stable supplier as its relation with Turkey proves it. Turkey has no supply problem. Just remember that the supply cuts during the war with Ukraine were due to the latter, but funnily enough the media have made Russia guilty).  The topic ‘’energy’’ is essential because Europe under the American commandment is proposed very risky alternatives, as for instance to replace Russia by Turkey (A NATO country aiming at becoming an EU member!). . This replacement of Russia by Turkey would also mean to have Nabbuco instead of South Stream and to participate to conflicts for energy (like Iraq). Europe could surely avoid all those troubles.
·         Europe needs the fabulous Russian potential, the human one (140 millions inhabitants), and the geographical one (17 millions km2 and its opening on the Pacific).Europe would therefore become a crucial actor, especially with the Asian world, the latter being in a full development process. 

·         Russia also needsEurope and the Europeans not only for allocating its primary resources but also for its technologies and human capital that it could use to fight against it depopulation at the East of Oral. Last but not least it needsEurope like a natural and complementary ally, originating from the same civilisation. 

This Euro- Russian unity is the only warrant of peace and independence for the continent populations. It is vital, it is strongly advised, because the Western European and the Russians belong to the same civilisation first of all. 

As Natalia Narotchnitskaïa recently said inParis during a colloquy: 

 « The real cooperation between Russia and Europe could give a new energy to our continent, at the dawn of the third millenary. The big roman – German and Russo- Orthodox cultures share one and only one apostolic foundation, the Christian and spiritual one. Europeans, whether they are western or Russians, have given to the world the biggest examples of the orthodox and Latin spirituality.’’ 

These are the reasons whyRussia is the future ofEurope. 

Pour la première fois en 15 ans la natalité augmente en Russie !

Comme je l’explique depuis près d’un an maintenant (article publié sur Yahoo actualités en juin 2008) le “plan medvedev” pour la natalité en Russie est efficace. Celui ci a annuellement depuis 205 réduit la chute démographique pour arriver à une quasi stabilisation de la population cette année (2009).

It’s been one year have been trying to demonstrate that the “Medvedev plan” for demographia is efficient and that since 2005 every year, the population is less and less decreasing. This article (in french) have been published on french yahoo news on June the 12Th, 2008.


J’expliquais également récemment que de janvier à juin étaient nés 1.000 enfants de plus que l’année dernière à la même époque mais hier, la confirmation est tombée : 

I recently explained that from january to june 2008, natality was increasing despite the crisis and that 1.000  more children than last year were borned in Russia. Yesterday, this very good news appeared :


–
По данным министра здравоохранения и социального развития РФ Татьяны Голиковой, впервые за последние 15 лет в стране зафиксирован естественный прирост населения.
Голикова отметила на заседании межведомственной группы по национальному проекту «Здоровье» и демографической политике при Совете президента Российской Федерации по реализации приоритетных национальных проектов и демографической политике, что август 2009 года показал увеличение населения России на одну тысячу человек. Так, к примеру, в августе этого года родилось 151,7 тысяч детей, а умерло 150,7 тысяч человек.
Глава Минздравсоцразвития говорит, что пока рано делать какие-либо выводы на долгосрочную перспективу, но все-таки такая статистика оставляет оптимистичное настроение.

– In Russia the first time in 15 years recorded a natural population growth, said today the Minister of Health and Social Development Tatyana Golikova. According to the Minister at a meeting of the interdepartmental working group on the national project “Health”, in August 2009 was marked by natural population growth of 1 thousand people.
Experts still find it difficult to give a clear assessment of the figures named Golikova. At birth could have a positive impact “unpacking” maternal capital, as well as the fact that it is now fixed by the wave of births, which was “programmed” in 2008 – at sunset of the “cloudy years”.
Some also noted the paradoxical effect of the crisis had an effect to improve the demographic situation. The fall of population decline, noted in the January-August 2009, may be associated with a decrease in alcohol consumption because of economic turmoil.

– En Francais cela donne que en aout 2009 sont décédés 150.700 personnes en Russie, mais il y a eu 151.700 naissances, la population pour la première fois en 15 ans augmente (même si c’est seulement de 1.000 habitants).
*
Je me demande bien pourquoi la nouvelle (surprenante si l’on lit les journaux ou il nous est repétés en permanence que la population Russe baisse de 700.000 habitants / an n’est reprise nul part …
I wonder why i hardly find the news on the net today, maybe it’s linked to the fact that we always read newspapers explaining us how the demographic situation in Russia is catastrophic ?
Refering to this graphic, if population growth is continuing, this is “far” from catastrophic …

Le XXIe siècle sera multipolaire!

“C’est le début du salut de notre peuple“, a lancé le président socialiste dans son discours d’ouverture de la réunion, qui achève ce dimanche le deuxième sommet afro-latino américain, auquel participent de nombreux présidents (9 Sud-Américains et 20 Africains) récemment élus afin de resserrer leurs liens commerciaux et réduire leur dépendance envers l’Europe et les Etats-Unis.
 
 
 
 
“Le XXIe siècle ne sera pas un monde bipolaire, il ne sera pas unipolaire. Il sera multipolaire. L’Afrique sera un pôle géographique, économique et social important, tout comme l’Amérique du Sud“, a-t-il ajouté dans son discours. Le modèle d’ouverture à la libre entreprise alliée des préoccupations sociales, cher au Brésil et à l’Afrique du Sud représentés par leurs présidents respectifs, semble toutefois attirer de nombreux pays africains davantage que l’approche plus radicale de Chavez. Les dirigeants doivent signer dimanche un document approuvant le renforcement des liens entre les deux continents et appelant les institutions internationales comme l’Onu ou la Banque mondiale à leur accorder plus de poids.
 
 
Certains analystes estiment que des économies émergentes telles que le Brésil, la Russie, l’Inde et la Chine pourraient éclipser les économies des pays les plus riches d’ici 2050.
 
 
 
Kadhafi, qui a fait venir spécialement une limousine blanche au Venezuela, n’est pas passé inaperçu. Il est venu accompagné d’une suite remplissant deux Airbus et il a planté une grande tente de bédouin à côté de la piscine du Hilton. “Le monde n’est pas les cinq pays du Conseil de sécurité“, a déclaré le dirigeant libyen. “Les puissances mondiales veulent continuer à préserver leur pouvoir. Quand ils ont eu l’occasion de nous aider, ils nous ont traités comme des animaux, ils ont détruit nos terres. Nous avons aujourd’hui la chance de construire notre propre puissance.“
 

Le président Lybien à en outre appellé à la création d’une alliance militaire du sud (une OTAN du sud) , qui devrait être opérationnelle en 2011.