Vers un monde incertain
*
L’agence a publié les impressions personnelles des commentateurs de RIA-Novosti et je tenais à apporter ma modeste contribution à ce sujet.
Que penser de l’année qui s’achève et de celle qui commence? Les présidents des deux pays qui me tiennent le plus à cœur, à savoir la Russie et la France, ont eu des mots finalement assez identiques lors de leurs discours de fin d’année, qualifiant 2011 d’année très difficile.
Le monde d’avant la crise nous parait aujourd’hui bien lointain mais la similitude de tonalité des discours présidentiels de fin d’année ne doit pas masquer le fait que les situations en France et en Russie sont sensiblement différentes.
économiques. La question est de savoir si cette transition pourra être pacifique. L’avenir qui se dessine semble bien incertain.
Verso un mondo incerto?
in tutte i campi, il 7% prevede un aumento di stipendio e il 6 % ritiene che accadrà qualcosa di speciale il prossimo anno. I pessimisti, che credono che il 2012 sarà caratte rizzato da un peggioramento delle condizioni di vita e dai prezzi alle stelle, sono solo il 9%. Nel complesso, l’indagine mostra così un cauto ottimismo che contrasta con il tradizionale fatalismo russo, che probabilmente dovuto alla salute economica del paese, relativamente buona, e alle prospettive per il 2012.
L’incertezza economica che colpisce l’area dell’euro può colpire il morale dei cittadini. Il 1 gennaio 2012 ha segnato il 10° anniversario dell’Euro, e come ha sottolineato l’ottimo commentatore Vlad Grinkevitch, “l’area dell’euro attraversa certamente non il suo periodo migliore.” “La crisi del debito che ha colpito Grecia, Portogallo, Italia e Spagna potrebbe degenerare in un grave disastro finanziario e causare una nuova recessione”. Così, l’81% dei francesi pensano che il 2012 sarà un anno difficile. Tuttavia, un’ansia comprensibile mentre la Francia potrebbe dover affrontare, nel 2012, la perdita della sua tripla A, e probabilmente avanzare un po’ di più verso una situazione di recessione economica. Gli irlandesi, gli austriaci e i belgi, sono rispettivamente secondo, terzo e quarto posto nella classifica del pessimismo, dopo i francesi, secondo un sondaggio in 51 paesi. I cittadini più pessimisti si trovano così, chiaramente, nella parte dei paesi ritenuti più ricchi e più sviluppati. Probabilmente perché hanno molto da perdere e le prospettive economiche globali per il 2012, sono particolarmente pessime nella maggior parte dei paesi ricchi dell’OCSE.
Logicamente, i dieci paesi in cui il futuro viene visto più buio, si trovano sul continente europeo. Sei di essi sono anche membri dell’Unione europea. Il primo ministro greco, Lucas Papademos, ha chiesto un ulteriore “sforzo (…) affinché la crisi non porti a una bancarotta disordinata e disastrosa”. Per il presidente francese Nicolas Sarkozy, “il destino della Francia può vacillare” nel 2012. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha avvertito che il 2012 sarebbe “più difficile” rispetto all’anno passato. Mentre il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio
Napolitano, ha chiesto ai suoi concittadini di accettare i sacrificiper evitare “il collasso delle finanze del paese.” In misura minore, il Nord America – Stati Uniti e Canada – si trova anch’essa in questo gruppo di paesi che entrano nel futuro indietreggiando. Tuttavia, quattro paesi dei dieci più ottimisti del mondo, si trovano inAfrica. In testa, la Nigeria, ma anche Ghana, Tunisia e Sud Sudan. In Asia, anche Vietnam e Uzbekistan, affronteranno il 2012 con ottimismo.
Ma non solo per l’economia, il 2012 sarà anche un anno cruciale nella politica, in quanto è un anno di elezioni in tre grandi paesi, come Francia, Stati Uniti e Russia. Sul fronte politico, come sul fronte economico, il futuro prossimo della Russia sembra chiaro: la crescita economica e la continuità del potere politico russo sono praticamente assicurate. Questo è ben lungi dall’essere il caso di Francia e Stati Uniti. Barack Obama e Nicolas Sarkozy portano sulle loro spalle di leader, delle responsabilità molto pesanti per la crisi economica e monetaria che continua a crescere. Possibile effetto perverso, una vittoria repubblicana negli USA e dei socialisti in Francia , potrebbe cambiare significativamente i rapporti politici tra le grandi potenze, e creare impulsi politici in nuove direzioni, con conseguenze ad oggi senz’altro imprevedibili.
Mentre guardo le immagini cicliche dei festeggiamenti di Capodanno, riprese da Russia Today, e queste folle che sembrano spensierate, mi chiedo a cosa assomiglierà il mondo che si trova in una fase di riorganizzazione così veloce, il mondo in cui i nostri figli e i nostri nipoti vivranno.
La primavera araba si trasforma in inverno e l’economia dei paesi occidentali entra in un autunno sempre più inquietante. Per alcuni analisti come Olivier Delamarche, il crollo del sistema finanziario potrebbe causare uno o più guerre. Se questo scenario apocalittico viene evitato, i grandi cambiamenti in atto continueranno: il BRIC (Brasile-Russia-India-Cina) avanza dalla crisi del 2008, preparandosi al suo ruolo di futuro gigante economico, e il centro di gravità del mondo continua a muoversi verso l’Asia. La crisi finanziaria ed economica in corso, dovrebbe portare a un indebolimento relativo dell’Occidente, soprattutto al suo modello politico, economico e morale sempre meno credibile. Altrove, altre potenze come Malesia, Messico, Turchia e Iran si preparano a diventare potenze regionali da prendere in considerazione.
Questo “nuovo mondo”, che sarà sicuramente multipolare, dovrebbe vedere l’emergere di nuove potenze e di nuovi modelli politici ed economici. La domanda è se questa transizione sarà pacifica. futuro che sta emergendo sembra incerto.
Bonne annee! С Новым годом!
Chers lecteurs, merci beaucoup de votre soutien, je vous souhaite une bonne année 2012!
Уважаемые читатели, спасибо вам за вашу поддержку, я желаю вам счастливого Нового 2012 Года!
Демографические показатели ноября 2011
Смертность также уменьшается, с 158.330 смертями в ноябре 2011 года против 159.247 в ноябре 2010 года, то есть на 917 смертей меньше.Сейчас ситуация за первые 11 месяцев 2011 года. За 11 месяцев в 2011 года родилось 1.638.835 человек против 1.636.157 родившихся за первые 11 месяцев 2010 года, то есть на 2.768 рождений больше. Смертность снижается, с 1.768.495 смертей против 1.862.875 за аналогичный период прошлого года, или 94.380 смертей меньше.За первые 11 месяцев 2011 года население сократилось на 129.660 человек против 226.718 человек за первые 11 месяцев 2010 года.
Поэтому можно предположить, что в этом году родится от 1.760.000 до 1.800.000 человек и умрет от 1.910.000 до 1.940.000 человек. Естественная убыль населения может составить от 120.000 до 150.000 человек, самый низкий показатель с 1996 года!
Réflexions sur les manifestations en Russie
Vladimir Poutine. Aleksei Koudrine a d’ailleurs pris la parole, ajoutant à la cacophonie ambiante et déclenchant un record de sifflements du public. Pour la première fois un député d’opposition très connu a mis le doigt sur cette désunion systémique de la soi disant opposition, en quittant la manifestation avant même de prendre la parole. Même son de cloche pour l’analyste politique Vitali Ivanov, pour qui l’opposition à Vladimir Poutine est une nébuleuse qui mène des conversations de
cuisine.
Ziouganov. Un choix cornélien pour les occidentaux, mais qui refléterait parfaitement la tendance électorale initiée par les dernières élections législatives russes qui ont vu les partis de gauche augmenter fortement leur poids électoral.
Размышления о демонстрациях в России
Вернемся к манифестациям: 10 декабря 2011 года на массовом митинге оппозиции в Москве собралось от 30.000 до 40.000 человек. Я уже описывал относительную политическую неоднозначность этой манифестации, в которой приняли участие представители московской золотой молодежи, радикальные националисты, антифашисты, а также либералы и коммунисты. Желание отставки Владимира Путина ― это не политическая программа. Что же касается проведения новых выборов, спрашиваешь себя, как они могут изменить судьбу десятков мелких политических групп, не являющихся кандидатами на национальное представительство.
17 декабря либеральная оппозиционная партия «Яблоко» собрала около 1.500 сторонников, тогда как в тот же день тысячи сторонников Евразийского движения и общественного движения «Профсоюз Граждан России» собрались, чтобы осудить оранжевые манипуляции и напомнить о необходимости сильного государства. На следующий день, 18 декабря, собрались около 3.500 членов КПРФ. 10 декабря на оппозиционном митинге лидер либеральной оппозиции Михаил Касьянов заявил: «Если сегодня нас 100 тысяч, то завтра будет миллион». Каспаров призвал к политической весне в России, его речь странным образом напомнила недавние высказывания склонного к крайностям республиканца Джона Маккейна. Тем не менее, вовсе не людская волна заполнила города страны, к большому сожалению многих западных комментаторов, уже предсказывавших России Армагеддон, а только сильный снег, пошедший 24 декабря, в день массовой манифестации.
Этот день 24 декабря стал успехом только в Москве. В других городах России, в провинции, по сравнению с митингами 10 декабря мобилизация была слабее. Во Владивостоке в манифестации приняли участие 150 человек, против 450 10 декабря. В Новосибирске собралось 800 человек против трех тысяч 10 декабря. В Челябинске, на Урале, демонстрантов было меньше 500, против тысячи 10 декабря, в Екатеринбурге собралось 800 человек, против тысячи участников 10 декабря. В Уфе собрались 200 протестующих, как 10 декабря. Наконец 500 человек приняли участие в демонстрации в Красноярске, против 700 человек 10 декабря. Отметим, что в Санкт-Петербурге, центре протестов и либеральном бастионе России, собрались от 3.000 до 4.000 человек, против примерно десяти тысяч 10 декабря. (Источник: РИА Новости и Ridus.ru).
В столице 24 декабря прошли три различных митинга. 2.000 сторонников националистической Либерально-демократической партии Владимира Жириновского и 3.000 поддерживающих политолога Сергея Кургиняна митинговали по отдельности, чтобы дать отпор «оранжевой чуме». Наконец, на самом большом митинге оппозиции на проспекте Сахарова собралось от 40.000 до 50.000 человек. Мероприятие в Москве прошло без каких-либо серьезных инцидентов за исключением происшествия в конце митинга, когда правые радикалы попытались силой прорваться на сцену, несмотря на то, что ультранационалистический лидер Владимир Тор (лидер движения нацдемов) взял слово за несколько минут до этого. Можно спросить себя, почему многочисленные западные журналисты не отметили того факта, что тысячи молодых националистов-радикалов свистели или называли «русофобами» выступавших на митинге представителей различных конфессий, и скандировали такие лозунги, как «Русские вперед» или «Дайте слово русским». Такая предвзятость вызывает, по меньшей мере, удивление.
В стране, и особенно в Москве, митинги 24 декабря прошли в атмосфере полной политической разноголосицы. Митинги вновь собрали самые невероятные политические силы, радикальных националистов и фашистов, либералов, сталинистов, геев и лесбиянок, нескольких звезд российского шоу-бизнеса. Еще более удивительным было участие в московских демонстрациях миллиардера Прохорова и бывшего министра финансов Алексея Кудрина, близкого Владимиру Путину. Алексей Кудрин взял слово, добавив к окружающей разноголосице рекордный свист публики. Впервые известный оппозиционный депутат указал на системную разобщенность так называемой оппозиции, и покинул митинг, даже не взяв слова. Так встретили и политолога Виталия Иванова, по словам которого, оппозиция Владимиру Путину это аморфная масса, ведущая кухонные разговоры.
Следующий большой день манифестаций планируется на февраль, то есть за месяц до президентских выборов 4 марта 2012 года. Тем не менее, трудно представить себе, что Путин не будет переизбран, особенно с учетом экономической ситуации в стране. Рост ВВП должен составить около 4,5% в 2011 году и, вероятно, столько же в 2012 году. Уровень безработицы снизился до 6,3%, внешний долг страны не превышает 10% ВВП, а валютные резервы составляют около 500 миллиардов долларов. Инфляция снижается, в этом году она составит 6,5%, самый низкий уровень за 20 лет. Россия в настоящее время является десятой экономикой мира по ВВП и шестой экономикой по паритету покупательной способности. По данным британского научно-исследовательского центра CEBR, к 2020 году Россия должна стать четвертой экономикой мира.
Стало быть, трудно представить, что человек, которому большинство граждан благодарно за экономическое восстановление, не будет переизбран. Разумеется, можно предположить, что волна недовольства найдет свое отражение в результатах мартовских президентских выборов 2012, и Путин не будет избран в первом туре с 71% голосов, как в 2004 году, или с 72% голосов как Дмитрий Медведев в 2008 году, когда Россия находилась в полной экономической эйфории.
Вероятно, следует предположить результат, близкий к мартовским выборам 2000 года (когда Владимир Путин получил 52% голосов), или даже готовиться ко второму туру. Если это произойдет, то вероятным соперником Путина окажется кандидат от коммунистической партии Геннадий Зюганов. Корнелевский выбор для Запада, но вполне отражающий тенденцию, возникшую
после недавних российских парламентских выборов, когда левые партии значительно увеличили свой избирательный вес.
About the demonstrations in Russia
December 17, the liberal opposition party Iabloko gathered some 1,500 supporters, while the same day a thousand of supporters of the Eurasian movement and of the Union of Russian citizens (ПрофсоюзГражданРоссии)gathered to denounce the Orangemanipulations[3] and to remind the need of a strong state. The next day,December 18, nearly 3,500 members of the Communist party got together.
In the end, December 24th has only been a success for Moscow city. In the provinces and in other Russian cities, the mobilization has weakened compared with the rallies of December 10th. In Vladivostok, the demonstration brought together 150 people, against 450 on December 10. In Novosibirsk, 800 people marched, compared to 3000 on December 10. In Chelyabinsk in in the Ural, the demonstrators were less than 500 in comparison with 1000 on December 10, and in Yekaterinburg 800 people demonstrated while 1.000 did on December 10. In Ufa, 200 people gathered, as many as on the 10th of December.
In the end, 500 people marched in Krasnoyarsk and 700 on December 10. Note that in St. Petersburg, one of the hearts of demonstrations as well as a liberal bastion ofRussia, about 3,000 to 4,000 people got together, compared to nearly 10.000 on December 10 (Source: Ria Novosti[4] and Ridus.ru[5]).
In the capital on December 24, three different meetingswere held. 2000 nationalists from the Liberal Democratic Nationalist Party of Vladimir Zhirinovsky and 3,000 supporters of the political analyst Sergei Kourganian have demonstrated separately in order to respond to the “orange plague”. In the end, and above all, 40,000 to 50,000 people gathered to what was probably the biggest opposition rally of the
Besides, one can wonder why the numerous Western journalists present at the venue, did not notice that thousands of young radical nationalists whistled or shouted “Russophobic” toward some speakers of different faiths and chanted slogans such as “The ethnicRussians forward”, or “Give a voice to ethnic Russians”. The least[7] we can say is this is a surprising double standard.
again gathered all the most unlikely political groups, radical nationalists together with fascist, liberals, Stalinists, activists or gays and lesbians and a few stars of the Russian show business. Surprisingly, the billionaire Prokhorov and the former Finance Minister Aleksei Kudrin (yet close to Vladimir Putin) were also present at the Moscow demonstration. Aleksei Kudrin spoke, adding to the cacophony and triggering a record of booing in the public. For the first time a very well known opposition Deputy has underlined this ssystemic disunity of the so–called opposition by leaving the demonstration before he even spoke.Same story regarding the political analyst Vitaly Ivanov, for whom the opposition to Vladimir Putin is a nebulous backstairs gossip.
The next big day of demonstration is supposed to take place in February, i.e. one month before the presidential election on March 4, 2012. However, it is difficult to imagine how Putin would not be reelected, first of all given the economic situation of the country. The GDP growth should reach almost 4.5% in 2011 and probably as much in 2012. The unemployment rate fell to 6.3%, the country’s debt is lower than 10% of the GDP and the exchange reserves are of about 500 billion dollars. Inflation is dropping and estimated this year of 6.5% i.e. its lowest level in 20 years.Russia is now the 10th world biggest economy in nominal GDP and the 6th global economy purchasing power ratio wise.According to analyzes of the British research center (CBER), Russia should be the 4th world economy around 2020.
It is therefore very difficult to imagine how the person held directly responsible for this major economic recovery by the majority of the Russian citizens, could not be reelected. Of course the wave of discontent could be reflected in the presidential election scores of March 2012. Putin may neither be elected in the first round with 71% of the votes, as he was in 2004, nor with 72% of the votes, like Dmitry Medvedev in 2008 while Russiawas in a total economic euphoria. The score will probably be closer to the one of March 2000 (Vladimir Putin had won with 52% of the votes) or there may even be a second round. If this is the case, Putin would probably face the candidate of the Communist Party, Gennady Zyuganov. A tough choice for the Westerners, but that would perfectly reflect the electoral trend initiated by the last general elections in Russia where the left wing parties increased their electoral weight.
About the “Snow Revolution” in Russia
The civic and political events experienced by Russia in the recent days have probably been, one more time, treated in an excessive and erroneous manner by the mainstream media. Russian spring, Snow revolution, weakening of the Putin regime, Arab revolution in Moscow…
The excessive critics which were often obsessively directed towards the Prime Minister are certainly in total harmony with a few slogans that I heard at the demonstration. But they are more than anything far from the reality on the ground and far from what the vast majority of Russians think.
This time, the French speaking mainstream media did not equaled the English speaking one, when one of the most important television channels commented the events in Russia by using images of the riots in Greece. Yet one knows how rare the palms treesare in Moscow and that the Russian police does not wear not Greek uniforms. Any additional comment is unnecessary: just watch the reportage[1].
Let us start from the beginning. Following the parliamentary elections on December 4, cases of electoral fraud have been identified. However, a serious and non emotional analysis shows that the differences between the surveys, the surveys following the vote, the etimate and the results[2], are only tangible in the Caucasus or eventually in Moscow, as I had mentionedhere.
Let’s remind that the traditional and conservative Chechen structure (like the role of the teïps for example) may be a voting factor rather difficult to understand. The other frauds that were denounced essentially concern Moscow,where the score of United Russia was apparently inflated according to an exit poll survey published by the FOM institute[3] during the counting of votesand that was a hornet’s nest. Oddly enough this survey is no longer online on their site todaybut it was published again on many blogs. And what is easier to manipulate than an exit poll survey realized by an institute? The demonstration movements have therefore mainly concerned Moscow and St. Petersburg, who collected the ¾ of the country’s demonstrations.
In fact, what aboutthe denounced fraudpropagated on the Internet, through social networks, Youtube, and that the Western journalists keep quoting restlessly since the elections? 7,664 incidents[4] of various types have been identified covering all the polling stations during the elections (in Russia and abroad).
Among these incidents,the number of reported cases of frauds in the counting of votes is of 437. Now let’s have a look at what the website of Golos, an“independent” association specialised in election monitoring. Golos counts 66[5] cases showing a difference in the counts of observers compared with the final results. Each time the difference of votes was around 100, 200 or 300 depending on the case. The analysis is the same forVedemosti which publishes a detailed analysis[6] of Moscow’s election in which about 30cases were reported by the Iabloko observers (opposition party) for the entire capital. Can anybody imagine that those 20,000 votes in dispute (at the highest estimate) may allow United Russia to double its score in Moscow?
Has anybodynoticed that the “independent” observers orthose of Golos or Iabloko have found no fraud whatsoever in the rest of the 3,374 polling stations of the capital? Can anybody believe that these fewcases of fraud throughout the country could have completely reversed the election’s outcome? One can seriously doubt it.
Since the elections, no one challengedthe irregularities, the frauds and the systemic failures identified by the different observers, political parties and associations. But of course one cannot compare Moscow toChicago, where 100,000 votes had disappeared[7] during an electionin 1982. In addition, many international observers havevalidated the Russian elections, whether you look here[8],here[9] or there[10]. The Golos association (that is very involved in the frauds denunciation in Russia) was funded by the very powerfulAmerican associations USAID[11] and NED[12]. Golos was recently caught in theact so to speak, asthe Russian press justpublished an email exchange between the head of Golos and some USAID officials, asking them how muchthe association could charge (at the moment of the previous elections in Russia) forreporting frauds and abuses[13].
But the excitement on Internet regarding rigged elections worked very well and about 35,000 people gathered at a large demonstration last Saturday in Moscow (a demonstration I also attended[14]), asking for new elections. The demonstration was called the Snow revolution and participants wore white carnations[15]but also flowers[16]. This combination of symbols is a strange reminiscence of the symbols of the revolutions of colours (also called Flowers revolutions) that took place in Serbia in 2000, inGeorgia in 2003 and in Ukraine in 2004. Even stranger, the site of the mysterious and new association which organized the movement was also called BelayaLenta[17]. This is an Internet domain name that was filed in the United States in October 2011.
I personally found the demonstration extremely interesting. It brought together heterogeneous political movementsand associations. A number of people came to see what was going on and were surprised of the size of the rally. I would describe the average participant as the Moscow upper middle class. Those rather young and mostly male participants were convinced that their vote was stolen, or were attending the demonstration simply to express their hostility to the Prime
Minister Vladimir Putin.
The meeting was co-organized by the eternal liberal opponents Boris Nemtsov, Vladimir Milov and Michael Kasyanov and federated within the Parnas[18], as well as Sergei Udaltsov[19], the leader of the far-Left Front. Sergei Udaltsov was also a former member of the liberal / communist coalition “Other Russia”[20], which brought together ultra left-wing, national-Bolsheviks and pro-Western liberals. Liberal and pro-Western associations were also present, just like the Communist Party and Fair Russia and a various far-left movements: the anarchists, the Left Front and Third World movements. But another totally unexpected element for a foreign observer was the strong presence of the extreme right: neo-Nazis[21], nationalists or even monarchists. Foreigners reading this text may wonder how people who are so different could walk peacefully side by side.
There were a lot of anti-Putin slogans, but no rioting demonstrators at the end of the demonstration. This animosity in the slogans towards the Prime Minister was therefore expressed in very different fields. For some, Putin is an autocrat, for others on the contrary, he is too nationalistic, too liberal or too little left wing.
A symbol that was absent from the demonstration was the blogger AlexeiNavalny, who seemed thoughto be the perfect and unexpected synthesis between liberals and right-wing radicals. This very popular blogger (he is more popular in the West than inRussia) is a former member of the Iabloko liberal movement. He is at the origin of theslogan “United Russia, party of crooks and thieves”, which is used by the opponents of Vladimir Putin and of the slogan »Vote for anyone except for United Russia».
He also participated this year in the “Russian march”[22], the march of the far-right
movements in Russia, congratulating himself “to have the chance to educate this radical youth». But his mailbox was hacked, which helped to demonstrate that he was[23] (like the Golos association) an employee of the American Association NED (one of the essential supporting structures to the revolutions of Colour over the recent years and inside the post-Soviet space).
AlexeiNavalny is also closely related to AlexanderBelov, the representative of the former DPNI, a far right-wingstructure viscerally anti Kremlin. Apart from the influence of Golos and Navalny, one should note that the U.S. have recently promised to increase their aid to the associations operating in Russia, assuring that this aid is not intended to undermine the country’s political stability – which one can sincerely doubt about.
I attended this demonstration and two main thoughts come to my mind. First, the rally ended peacefully[24]: it was a demonstration of maturity of the Russian society, from both the demonstrators and the state.
From now on, the constantlyemphasized myth of the repressive state is no longer valid. The protesters respected thelegal framework, everything went smoothly without any serious incidents.Second, the serious and constructive claims of manydemonstrators (asking for free medicine and a reform of the education, for example) seemed to fit the demands of an electorateclose to the Communist Party or to the party of the new left block “Just Russia”.
This left block will occupyapproximately one third of the new assembly and seems to be the real opposition force that emerged from the electionsofDecember 4, more than a hypothetical and fantastical orange / brown / redcoalitionreunited in a meeting organized by eternal losers or by leaders of small groups.It is now plausible that the Russian political life will structure itself around two main blocks: a center-right: United Russia, and a left wing mainstream.
These two observations make me think that the Russian political life should thus keep its stability, while the U.S.purpose of Color revolution in Russia will sink into oblivion.
[1] http://www.youtube.com/watch?v=zacVsn-uYNk [2] http://darussophile.com/2011/12/08/duma-elections-opinion-polls/ [3] http://fom.ru/ [4] http://www.kartanarusheniy.org/ [5] http://www.alexandrelatsa.ru/2011/12/2011.html [6] http://www.vedomosti.ru/tnews/geo/elections-discrepancy [7] http://www.heritage.org/research/reports/2008/04/where-theres-smoke-theres-fire-100000-stolen-votes-in-chicago [8] english.ruvr.ru/2011/12/05/61568822.html [9] http://www.prnewswire.com/news-releases/international-observers-comment-on-the-validity-of-russian-elections-135015558.html [10 http://english.ruvr.ru/2011/12/05/61568822.html [11] http://en.wikipedia.org/wiki/GOLOS_Association#Relationships_with_USAID [12] http://www.ned.org/where-we-work/eurasia/russia [13] http://www.lifenews.ru/news/76604 [14] http://www.alexandrelatsa.ru/2011/12/la-revolution-des-neiges.html [15] http://4.bp.blogspot.com/-RqdF-7Zw0JI/TuSU–5KWXI/AAAAAAAAF6E/x63u-kN8qag/s1600/DSC_0474.JPG [16] http://1.bp.blogspot.com/-sADJP7FhLwA/TuSU5NJ5C7I/AAAAAAAAF58/_vdFg3jX9_Q/s1600/DSC_0473.JPG [17] http://www.belayalenta.com/ [18] http://en.wikipedia.org/wiki/People%27s_Freedom_Party [19] http://en.wikipedia.org/wiki/Sergei_Udaltsov [20] http://www.theotherrussia.org/ [21] http://ridus-news.livejournal.com/449071.html [22] http://www.dailymail.co.uk/news/article-2057649/Nazi-saluting-nationalists-Take-Russia-march-Moscow-Muslim-migrants.html [23] http://slon.ru/russia/kompromat_na_navalnogo_vse_tayny_vraga_kremlya-692390.xhtml [24] http://4.bp.blogspot.com/-pmZa9u3417Y/TuSYryogg7I/AAAAAAAAF_c/ppYdOq1O62Q/s1600/DSC_0589.JPG
Moskva hlavné mesto európskej civilizácie
Financial Times dňa 25. augusta trpko napísali, že Washington sa teraz musí len prizerať, ako iné superveľmoci menia svetovú realitu. Ten istý denník by ešte v roku 1991 našiel miesto pre čosi podobné len v rubrike “Katastrofický budúci scenár” alebo v rubrike pre vedeckú fantáziu.
Niektorí vtedy dokonca predpovedali koniec histórie. Ale práve dejiny nás poučovali, že sa mýlia. “Unipolárne obdobie” dlho netrvalo. Stačilo len desať rokov, aby došlo k nepravdepodobnému útoku na americkom území. Odvtedy toto impérium začalo s dvoma vojenskými konfliktami v Iraku a v Afganistane, v mene boja proti terorizmu, vťahujúc do nich aj väčšinu európskych krajín. Táto Európa dvakrát ťažko zaplatila za svoju “spoluprácu” s NATO, v roku 2004 a v roku 2006.
Menej než dvadsať rokov po kolapse Sovietskeho zväzu si človek musí všimnúť, že titulok vo Finacial Times je veľmi aktuálny. Päťdňová obranná vojna na Južnom Kaukaze, ktorú šikovne vyhralo Rusko, stačila na to, aby zastavila proces expanzie NATO. Po prvý raz nejaká superveľmoc vojensky znemožnila Spojené štáty americké. V auguste 2008 ruské tanky, brániace Cinchvali, rozkolísali starý unilaterálny a neoliberálny svet.
Proti NATO – tej americkej zbrani voči Európe
Ako to vystihla agentúra Novopress, Ameriku zvyčajne vidieť ako neochvejného spojenca Európy, keďže ju zachránila pre hnedou a červenou totalitou. I keď je to čiastočne pravda, stále akosi zabúdame na to, že americká hegemónia vždy hrozila Európe podmanením. Vojna v roku 1914 bola príležitosťou pre Spojené štáty zlikvidovať európske a kontinentálne impériá osi (Nemecko, Rakúsko, Otomanská ríša) nanútením dolárového režimu proti britskej libre, ale aj skonfiškovaním prevahy Anglicka na mori. Theodore Roosevelt dokonca vyhlásil: “na vojne sa nám nepodarilo dostatočne zarobiť!”
Jeho bratanec Franklin Roosevelt sa potom už poučil a na protifašistickej konferencii v súvislosti s nadchádzajúcou vojnou, si vyjednal podmienky, vnucujúc svoje požiadavky De Gaulleovi a Giraudovi. Obaja sa museli v nasledujúcich 30-tich rokoch vzdať francúzskeho koloniálneho impéria. Roosevelt na konferencii v Jalte v roku 1945 vedome a cynicky odovzdal polovicu Európy Stalinovi, zabezpečujúc tak úspech a šírenie komunizmu v nasledujúcich 50-tich rokoch, zatiaľčo Európu držali medzitým rozdelenú, a tak oslabenú. Dnes možno opäť vidieť túto logiku podriadenosti Európy, ktorú udržiavajú americkí stratégovia od roku 2004 irackým konfliktom (opozícia stará/nová Európa) a krátkodobou politikou najnovších členov EÚ, t.j. nových koloniánych štátov Ameriky (či ide o Poľsko alebo pobaltské krajiny). Táto krátkodobá politika nových členov je iracionálna, pretože sa drží logiky po studenej vojne, t.j. predovšetkým nacionalistickej, anti-európskej a hlavne anti-ruskej politiky.
Toto vojenské a ekonomické vydieranie podporuje aj energetické vydieranie, keďže rozdeľovanie Európy “pod nátlakom” ospravedlní úcast Európanov na brutálnych a násilných akciách všade vo svete, v mene demokracie. Za tými akciami sa však v skutočnosti ukrývajú pokusy kontrolovať energetické polia, odsúvajúc Rusko bokom (Kosovo s AMBO, Afganistan s UNLOCAL, bitka o Kaspické more, projekt Nabucco, atď.)
Odkedy sa zrútil ZSSR a berlínsky múr, NATO má problém odôvodniť svoju existenciu. Nie je schopné zbaviť sa teroristov a pašovania afgánskeho ópia, čo nedávno pripomenul aj Sergej Lavrov: “NATO sa stalo archaickou organizáciou, ktorá stojí proti – a už vôbec nechráni – európské záujmy. A to je pravda; hrozba Sovietske zväzu a Varšavskej zmluvy sa stratila a nový teroristický trend sa tiež vytratil a takmer ani neexistuje (vďaka Bin Ládenovi, ktorého vycvičila CIA), aj bez pôsobenia NATO vo svete.
Európania musia pochopiť, že ich vojaci len dopĺňajú americkú armádu a že ich zabíjajú vo vojnách, ktoré vôbec nie sú ich! A čo horšie, Európa sa kolaborovaním s NATO dostáva do konfliktnej pozície s tými, ktorí sú podstatní pre mier a stabilitu, či ide o moslimský svet (kde sa na NATO dívajú ako na “alianciu moderných križiakov”) alebo o eurázijský svet, kde NATO vnímajú ako nástroj Ameriky, vyvolávajúci konflikty; tak ho vidí napríklad aj Rusko, budúca rozhodujúca superveľmoc, ale rovnako aj Čína, India alebo Irán. Všetky tieto mocnosti sú navzájom prepojené regionálnou organizáciou Šanghajskej kooperácie.
V ústrety civilizácie a pevninskému zoskupeniu
Zdá sa, že sa rodí nový poriadok multi-osi, vynáraním sa veľkej civilizácie a skupín podľa totožnosti (EÚ, Čína, Rusko, India…). Tento jav “zoskupovania” nad regionálnymi úrovnami stojí v protiklade k hnutiu “fragmentácie”, o čo sa snažila Amerika v Európe. Ten proces fragmentácie má za úcel vytvoriť malé skupiny, ľahko kontrolovateľné ekonomicky, a vojensky závislé (rozbitie Juhoslávie, Československa, projekt rozdelenia Ruska na tri časti…) Tieto fragmentácie sú dielom aliancie NATO, hoci ich dogmaticky pripisujú rozpadu Sovietskeho zväzu. Tieto nové, “na seba orientované” zoskupovania sa nedejú len v Eurázii, ale na všetkých kontinentoch. V Južnej Amerike (Argentína, Brazília, Venezuela a Bolívia), v Afrike, v moslimskom, arabskom a tureckom svete. Tieto zoskupovania sa rodia v rámci historických, civilizačných a ekonomických centier. Imperiálnymi centrami sú vo všeobecnosti veľké etnické hlavné mestá zón, o ktoré tu ide, napríklad Peking pre Čínu, Tokyo pre Japonsko, Caracas alebo Rio pre Južnú Ameriku. “Moslimovia už dlho žijú v priestore od Mekky a Teheránu po Istanbul, s podporou moslimov z Ázie. Človek si musí všimnúť, že Rusko má unikátne umiestnenie; nachádza sa na križovatke všetkých svetov.
Euro-ruská pevninská aliancia – záruka mieru vo svete
Amerika sa zo všetkých existujúcich zoskupení oveľa viac obáva Európy – kontinentálneho frontu. Tento ekonomický a vojenský gigant, toto gigantické impérium od Reykjaviku po Vladivostok, leží v 11-tich časových zónach a je to potenciálny vodca sveta v ekonomickej aj vojenskej oblasti. Takže jej roztrieštenie, ktoré si želajú americkí stratégovia, má jediný cieľ: všetkými dostupnými prostriedkami zabrániť pan-európskemu zjednoteniu!
John O’Sullivan v roku 1845 napísal: “Keď sa Európa zrúti, Amerika sa stane pánom sveta.” V roku 1890 v knihe “Naša krajina” podčiarkuje, že “starnúca Európa nemá k dispozícii prostriedky ustrážiť civilizáciu a hodnoty Západu; na to sa podobrala dynamická, vynárajúca sa Amerika” a jeho záverom je: “Európa musí zaniknúť!”
Keďže Amerika počas 20. storočia prebrala kontrolu nad všetkými moriami (od Anglicka), stratégovia teoretizujú o druhom podstatnom kroku: kontrola aj nad zemou, hlavne nad eurázijským vnútrozemím. Toto americké úsilie vysvetľoval pred desiatimi rokmi Brzezinski v knihe “Veľká šachovnica”.
Amerika, izolovaná od ostatného sveta dvoma oceánmi vie, že o budúcnosti sveta sa bude rozhodovať na eurázijskom kontinente, keďže tam sa nachádza najviac civilizácií, najviac ľudských bytostí a najviac zdrojov. Keď chce Amerika zostať vodcom sveta, musí zabrániť vynoreniu sa iného vodcu (nemecko-ruská aliancia) a musí sa chrániť pre prípadnou alianciou, ktorú by mohli v budúcnosti vytvoriť predstavitelia tejto zóny (napríklad Európa a Rusko). Preto sa Amerika čoraz agresívnejšie stavia proti akémukoľvek zlepšovaniu vzťahov medzi Európou a Ruskom (Severský tok je ekonomickým putom). Takisto sa snažia o rozkol medzi európskymi krajinami a Rusmi (rozširovanie NATO smerom na východ a provokovanie konfliktov v Gruzínsku a zajtra možno aj na Ukrajine).
Moskva – hlavné mesto Európy
Pred 5 000 rokmi bola európska civilizácia usadená v slovanskej, stredozemnej a gréckej kolíske a to tak pretrvalo 3 000 rokov. Potom sa Európa porímštila. To bola Pax Romana, trvajúca 6 storočí a viedlo to k vytvoreniu dvoch kresťanských impérií, tzv. Západného a Východného. Po panike germánskych invázií sa vytvorilo embryo Európy, zmiešajúc kresťanstvo a germánstvo, a franského barbara v Ríme pokrstili.
Po Knossose, Aténach, Ríme a Aix les Bains to bola Byzancia (Konstantinopol), ktorý zostal zjednoteným hlavným mestom (Východu) osem storočí, zakladajúc svoju jednotu na kresťanstve a na gréckom jazyku, premiestňujúc srdce Európy na pobrežie Stredozemného mora. Nasledujúcich päť storočí sa Východ zrútil pod otomanskou temnotou, zatiaľčo Západná Európa si hotovila svoju vlastnú genocídu 20. storočia. Po veľkej občianskej vojne, trvajúcej 30 rokov (1914 – 1945) sa dovŕšila priepasť madzi Východom a Západom. A čo horšie, srdcia európskej civilizácie, ktoré boli vo vojne, už nie sú teritoriálne. Pokiaľ ide o Západnú Európu, tú teraz ako spojencov riadi Washington a Východ, t.j. Moskva, sa stáva srdcom západnej sovietskej Európy. Obe tieto srdcia majú plán na ovládnutie sveta, ale iba jednému z nich sa podarí prežiť 21. storočie. Po páde berlínskeho múru sa po prvý raz vytratil koncept Európy a nahradil ho koncept Západu. Amerika sa stala centrom západného sveta a Brusel je len jednoducho podriadeným Pentagonu, ktorý reorganizuje roztrieštenú Európu v zhode so svojou vojenskou integráciou s NATO.
Nedávne udalosti dokazujú, aké dôležité je pre Európu, aby sa emancipovala od svojho amerického strážcu a pochopila, že tento atlantický projekt (Washington-Brusel) má za cieľ stavať na zrúcaninách Európy. Pre Európanov, ktorí chcú žiť v mieri, je tento projekt neprijateľný. Európania si dnes môžu vybrať: buď brániť starý západný svet pod zástavou NATO, ktorého logikou je totálna konfrontácia s ostatným ľudstvom (s Ruskom ako prvým) alebo spolupracovať na základe pevninských náväzností prostredníctvom Ruska a prekonať visionársky pan-európsky projekt generála De Gaulea (os Paríž, Berlín, Moskva).
Rusko za Jelcina zaspalo, ale už sa zobudilo. Teraz je to hypercentrum odporu voči násilnej amerikanizácii a voči zločinnému a agresívnemu rozširovaniu aliancie NATO. Rusko nám nedávno dokázalo, že je hotové brániť svoje záujmy, ale aj spolupracovať s Európou a aktívne sa úcastnit na projekte mierovej spoločnosti, na multilaterálnom projekte, založenom na konzultácii. Podobne ako Rusi v roku 1999, aj Európania sa musia zobudiť a oslobodiť z reťazí NATO, ktoré sa už rozšírilo až na ukrajinskú a bieloruskú hranicu. To by mohlo viesť ku konfliktu s Ruskom.
Európa sa nachádza na eurázijskom kontinente a tvorí jej atlantický front. Rusko sa rozkladá na väčšine zeme a tvorí tichomorský front. Európa a Rusko sú per se spojené; nachádzajú sa na tej istej pevnine – Eurázii! Eurázia je spoločným domovom Európanov a Rusov, od Reykjaviku až po Vladivostok (viď prejav Maxima Mišenka na túto tému).
Sláva Ruska tej inej Európy, eurázijskej Európy, predčí malú atlantickú Európu Bruselu. Po Aténach, Byzancii, Air la Chapelle a Konstantinopole, Moskva je novým hlavným mestom Európy.
Moskva – tretí Rím, Anno Domini 2009.
Čítajte viac: http://dolezite.sk/Hlavne_mesto_europskej_civilizacie.html#ixzz2FtYdXFK4
